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Corea del Sud: cosa sapere prima di partire
Se stai sognando o addirittura programmando un viaggio in Corea del Sud, sappi che rimarrai estasiato da questo Paese dove modernità e tradizione si prendono per mano. Io ho trascorso 17 giorni fra Seoul e Busan ad aprile 2025 e, in questo articolo, ti do dei consigli su tutto quello che devi sapere e fare prima della partenza o non appena atterrato in Corea del Sud.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Stai tranquillo, però, perchè – anche se per molte persone la Corea del Sud è “dall’altra parte del mondo” – si tratta di una nazione molto sicura e ben organizzata, in cui tutto funziona bene, inclusi i mezzi di trasporto come la metro o i treni fra una città e l’altra. Io non mi sono mai sentita in pericolo e mi sono mossa agilmente fra i vari luoghi, sbrigando tutto ciò che c’è da fare senza alcun problema. Vedrai che sarà lo stesso anche per te!
Documenti per la Corea del Sud
Cominciamo dalla cosa più importante, ovvero, i documenti. Se ti stai chiedendo se serve un visto per entrare nel Paese per visite turistiche inferiori ai 90 giorni, la risposta è no (almeno, ad oggi, aprile 2025). Dato che possono esserci dei cambiamenti riguardo alle normative d’ingresso in Corea del Sud, come in qualsiasi altro Paese, ti consiglio di consultare siti ufficiali come Viaggiare Sicuri in varie fasi della preparazione al viaggio, incluso a pochi giorni di distanza dalla partenza.
Detto questo, andiamo a vedere di cos’avrai bisogno per entrare in Corea del Sud:
- Passaporto in corso di validità con una durata minima di 6 mesi al momento d’ingresso nel Paese. Assicurati anche di avere almeno due pagine bianche.
- Visto. Come ho già accennato, non serve avere il visto per entrare come turisti in Corea del Sud per un periodo inferiore ai 90 giorni e la maggior parte dei turisti, infatti, non ne ha l’esigenza, perchè si tratterrà nel Paese per poco tempo. Se però vorrai rimanerci per più di 90 giorni, allora, dovrai fare domanda per un visto (richiedibile presso l’Ambasciata della Repubblica di Corea a Roma o presso il Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano).
Anche se vorrai studiare o lavorare in Corea del Sud dovrai avere il visto e, in questo caso, non importa per quanto tempo studierai o lavorerai nel Paese. Anche se tu dovessi farlo solo per un periodo molto breve, dovrai comunque avere il visto. Per saperne di più sulla questione del visto, clicca qui.
Tutto qui! Fino a dicembre 2025, infatti, gli italiani sono esonerati dal presentare il K-ETA (autorizzazione di viaggio elettronica). Anche in questo caso, le regole possono cambiare in fretta, quindi, consulta regolarmente il sito di Viaggiare Sicuri.
Sull’aereo, riceverai un foglietto da compilare con i tuoi dati, la motivazione del viaggio, dove alloggerai e via dicendo.
App ed E-Sim per la Corea del Sud
Adesso che hai sbrigato la faccenda dei documenti, devi passare all’organizzazione vera e propria del viaggio. In questa sezione del mio blog, dedicata proprio alla Corea del Sud, trovi tanti altri articoli che offrono idee e spunti su cosa fare e cosa vedere.
In questo articolo, invece, ci concentriamo sulla parte pratica, necessaria per far sì che il tuo viaggio si svolga senza particolari problemi.
Andiamo a vedere, quindi, app, carte e altro che ti saranno utili in Corea del Sud.
App da scaricare
- Kakao Map o Naver Map. Funzionano come Google Maps e ti danno indicazioni per raggiungere i luoghi che t’interessano.
La mia esperienza: io ho scaricato e usato solo Naver Map che, sinceramente, si è rivelata piuttosto inutile, non capendo le destinazioni da me inserite o dando indicazioni “a caso”. Qualcuno mi ha detto che, per far sì che funzioni bene, è necessario inserire gli indirizzi in coreano.
- Subway Korea. Utile per districarti nelle metro, soprattutto in grandi città come Seoul.
La mia esperienza: io non l’ho scaricata perché mi ero organizzata scrivendo, per ogni giorno dell’itinerario, come raggiungere i posti con i mezzi pubblici. Naturalmente, una volta in Corea del Sud, l’itinerario ha subìto delle variazioni ma mi sono orientata senza problemi cercando le informazioni su Google al momento oppure usando le indicazioni che si trovano nelle stazioni metro. Inoltre, le fermate metro vengono annunciate anche in inglese (sia a voce sia in forma scritta), quindi, sbagliare è molto difficile.
- Kakao T. Importante per prenotare taxi, noleggiare bici e molto altro.
La mia esperienza: l’ho scaricata ma non ho avuto occasione di usarla.
- T-Money Go. Serve per gestire la carta T-Money, indispensabile per pagare le corse sui mezzi pubblici (ne parleremo meglio dopo).
La mia esperienza: ho usato la T-Money ma non ho scaricato quest’app e non ne ho sentito l’esigenza.
- Papago. Alternativa a Google Traduttore sia per comunicare con i locals (in pochi parlano bene l’inglese) sia per sapere cosa c’è scritto nei menù tutti in coreano. Scatta una foto e lo scoprirai!
La mia esperienza: l’ho trovato utile e veloce. Non ha dato problemi.
E-Sim per la Corea del Sud
Se il tuo telefono supporta l’E-Sim, puoi acquistarla già dall’Italia o dal Paese in cui vivi per connetterti non appena toccherai il suolo sud-coreano. Ecco alcune delle migliori compagnie d’E-Sim per la Corea del Sud:
Se, invece, il tuo cellulare non funziona con le E-Sim, non preoccuparti, perchè ci sono tanti altri modi per poter telefonare e usare Internet in Corea del Sud. Te ne parlerò meglio più avanti, nella sezione dedicata alla telefonia e a Internet.
T-Money: cos’è e come ottenerla
La T-Money è indispensabile per il tuo viaggio in Corea del Sud. Io mi sono spostata con i mezzi pubblici quasi ogni giorno e utilizzare questa carta – che è paragonabile alla più famosa, almeno fra gli europei, Oyster Card di Londra – è stato comodissimo. Una volta ricaricata, mi è bastato passarla all’entrata e all’uscita della stazione metro e via! La T-Money è valida anche per gli autobus e i taxi. Inoltre, puoi utilizzarla nelle principali città del Paese, fra cui Seoul e Busan, quelle che ho visitato durante il mio viaggio.
Io ho comprato la T-Money direttamente in aeroporto ma è possibile acquistarla (e ricaricarla) anche nelle stazioni della metropolitana, in quelle ferroviarie e nei vari 7-Eleven e affini (in inglese, questi mini-market che vendono un po’ di tutto, si chiamano “convenience stores” e in Corea del Sud ce ne sono diversi e sono molto diffusi). Per comprare la carta, ti bastano 2.500 won ma ricordati che questa sarà vuota e dovrai ricaricarla.
Personalmente, ho ricaricato la carta sia dalla macchinetta automatica in una stazione della metro sia in vari 7-Eleven. In entrambi i casi è stata un’operazione veloce e senza problemi. La T-Money, inoltre, è compresa in alcune carte come il WOW Pass, che ho comprato in aeroporto e che ho trovato piuttosto inutile, visto che non ho mai avuto problemi a pagare in contanti.
Usare la T-Money è semplicissimo, basta passarla sia all’entrata sia all’uscita della stazione metro o del bus. Inoltre, potrai perfino utilizzarla per fare acquisti nei negozi convenzionati.
WOW Pass – la carta per pagare come un local
Sì, anche io ero intrigata all’idea di avere una carta di debito che, in qualche modo, mi avrebbe fatta sentire come una persona del posto però, come ho anticipato poco fa, ho trovato il WOW Pass alquanto inutile. Tanto per cominciare, l’ho fatto in aeroporto, dove c’è un distributore automatico apposito e, in caso di bisogno, puoi chiedere informazioni al personale del convenience store lì vicino.
Considerando che sono arrivata alquanto stravolta dopo un lungo viaggio, e che la ragazza del negozio era lì, le ho chiesto informazioni ma lei parlava pochissimo inglese e, con aria annoiata, mi ha detto, “Non sono io che mi occupo del WOW Pass.” La cosa era già partita male, comunque, sono riuscita a farlo da sola alla macchinetta. Anche se ho letto su Internet che è possibile ricaricare la carta con la valuta del tuo Paese (non le accetta tutte, ma le principali sì), la ragazza mi ha detto che la macchinetta accettava solo la moneta locale (won). Io ne avevo un po’ con me, quindi, ho fatto la ricarica, mettendovi solo l’equivalente di 20 dollari, giusto per provarlo, e ho fatto bene.
Come ho scritto, non ho mai avuto problemi a pagare in contanti o con la mia carta di credito, quindi, il WOW Pass non mi è stato per niente utile e, finiti i 20 dollari, non l’ho più ricaricato.
Alternative all’E-Sim (telefonia e Internet)
Ricordi quando, poco fa, parlavamo dell’E-Sim? Se stai sudando freddo perchè il tuo telefono non la supporta, non preoccuparti, perchè ora ti parlo di altri sistemi per rimanere connesso senza problemi anche in Corea del Sud:
- Scheda Sim che puoi ricevere a casa tua in Italia (ce ne sono per diversi periodi, come questa da 15 giorni, acquistabili su Amazon)
- Wi-Fi portabile o carta prepagata, acquistabili da Klook. Questi possono essere ritirati una volta in cui sarai in Corea del Sud
- Sfruttare il Wi-Fi pubblico. In Corea del Sud, quantomeno nelle principali città, trovi Wi-Fi pubblici pressoché ovunque. Io a volte li ho usati a Seoul e mi sono accorta che variavano perchè in alcune occasioni funzionavano perfettamente e in altre in maniera scarsa. Diciamo che questa soluzione è per te che non hai particolari necessità di essere sempre connesso
La mia esperienza: io ho acquistato una Sim locale appena atterrata, come faccio sempre quando viaggio (il mio telefono non supporta l’E-Sim). Anche in questo caso, come per il WOW Pass, siamo partiti male. Ero distrutta dopo un lungo viaggio, ho acquistato la Sim e la tipa mi consegna il tutto dicendo in un inglese stentato, “questo è il PIN.” Ed io, “il PIN di cosa? Dove lo devo inserire?”. Lei nemmeno mi ha risposto e si è messa a servire altri clienti. Ho ammattito a inserire la scheda nel telefono (ho chiesto supporto a un viaggiatore occidentale, un ragazzo giovane, ma anche lui non c’è riuscito) e allora sono tornata, abbastanza alterata, dalla tipa. Per fortuna c’era un suo collega che l’ha inserita in un attimo e mi ha detto, “no, quello non è il PIN, ma il tuo numero di telefono coreano.” Decidetevi. Comunque, la Sim non funzionava (me ne sono accorta solo una volta arrivata in ostello). Ho chiesto consiglio su un gruppo di viaggiatori e qualcuno mi ha suggerito di riavviare il telefono così si sarebbe attivata. Di solito mi sarebbe venuto in mente da sola di provare ma ero davvero esausta. Comunque, è funzionato, però – giusto per dire – gli sarebbe costato tanto ai due tipi che vendono le Sim dirmi come attivarla?
Come cambiare i soldi in Corea del Sud
Io avevo cambiato circa 100 dollari (vivo in Cambogia, dove c’è la doppia valuta, riel e dollaro statunitense) in won e poi ne ho cambiati altri 100 a Seoul. Ti consiglio di partire avendo almeno un po’ di contanti locali ma di non cambiare grosse cifre. Sarebbe meglio evitare di cambiare soldi in aeroporto ed è preferibile usare WOW Exchange, con punti dislocati un po’ ovunque.
Io una volta ho avuto bisogno di cambiare qualche soldo e sono andata nel quartiere di Myeongdong, a Seoul, dove ci sono varie agenzie di cambio denaro (io ho usato Money Box, che è presente anche in altre zone). Scendendo alla fermata metro di Euljiro 1(il)-ga ti troverai a pochi passi da Money Box – Myeongdong.
Infine, se hai una carta Revolut, puoi usarla per ritirare i soldi direttamente in won, tramite gli ATM.
Ultimi consigli
Specialmente se non viaggi spesso o se solitamente fai viaggi più a corto raggio, puoi sentirti leggermente ansioso all’idea di andare in Corea del Sud, magari in solitaria, ma lascia che ti rassicuri. Anche se, dall’Italia o dal Paese europeo in cui vivi, può sembrarti che alcune cose da fare siano complesse o che ci siano reali possibilità di ritrovarti con qualche difficoltà da affrontare, io sono stata in Corea del Sud per 17 giorni, da sola, e non ho mai avuto alcun problema.
Certo, c’è stata qualche piccola seccatura, come la Sim che non funzionava, ma non si è trattato di niente di grave. Ho trovato il Paese molto sicuro, anche per le viaggiatrici in solitaria, e, nonostante le ampie dimensioni di città come Seoul o Busan, spostarsi usando la metropolitana è facile e intuitivo.
Ti consiglio di prepararti bene di modo da sapere come arrivare dall’aeroporto alla sistemazione per la prima notte e, se non hai particolari problemi di budget, puoi anche chiedere un trasferimento privato alla struttura, di modo da atterrare e non doverti preoccupare di metro o autobus (in alternativa, ho visto che in aeroporto c’è uno stand per prenotare trasporti privati in taxi con autisti parlanti inglese).
Per evitare di ripetere l’errore del Giappone, in cui ero andata senza veramente prepararmi, avevo buttato giù un itinerario di massima che poi, ovviamente, sia per mia volontà sia per cause esterne (come un intero giorno di pioggia a Seoul e un altro a Busan) è stato modificato. In quell’itinerario avevo inserito informazioni dettagliate su come raggiungere i vari punti d’interesse e su come rientrare in ostello dall’ultimo posto che avrei visto in giornata. Una volta in Corea del Sud, mi sono resa conto che, forse, non c’era la necessità di essere così puntigliosa, proprio perchè spostarsi, lì, è davvero facile, tanto che a volte andavo in giro a caso e mi lasciavo guidare dall’istinto, prendendo la prima metro che mi capitava davanti quando vedevo una stazione.
Nonostante io non abbia trovato il popolo sud-coreano particolarmente espansivo, gentile o amichevole (a parte qualcuno) – ma direi, piuttosto, educato (non gentile, appunto)- e spesso ho trovato personale decisamente svogliato, che non risponde neanche al saluto, ripeto come mi sia sempre sentita al sicuro e, tra app e un itinerario ben organizzato, sommati alla facilità del muoversi sul posto, il tuo viaggio scorrerà senza problemi.
Grazie Maricla, mi piace il tuo modo di scrivere ,denso di informazioni e di una buona analisi da un punto di vista di una viaggiatrice solitaria. Mi piacerebbe leggere altri articoli sui posti che hai visitato…grazie ancora per la condivisione!
Grazie mille Laura. Nel blog trovi tanti articoli sui vari posti che ho visitato e sulla Cambogia, dove vivo.