Contenuti
- 1 Come visitare la DMZ in Corea
- 2 Cos’è la DMZ
- 3 Confine fra Corea del Nord e Corea del Sud: cosa vedere
- 4 La testimonianza di una rifugiata dalla Corea del Nord
- 5 Altre informazioni sulla Corea del Nord
- 6 La visita al Terzo Tunnel
- 7 Guardare la Corea del Nord dal Dora Observatory
- 8 Visita alla DMZ da Seoul, ne vale la pena?
Come visitare la DMZ in Corea
Comincio con il dire che visitare la zona demilitarizzata (DMZ) è possibile e anche semplice. La città di partenza è Seoul, la capitale della Corea del Sud. Io sono appena tornata da questo tour e mi è piaciuto tantissimo, anche perché ne ho scelto uno con un tocco in più, ovvero la presenza di una signora che è scappata dalla Corea del Nord, che ci ha raccontato la sua esperienza e dettagli sulla vita lì.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Ma andiamo con ordine. Come stavo dicendo, fare un tour della DMZ da Seoul è estremamente facile ed è possibile prenotare un’escursione su una delle principali piattaforme (anche se io ti stra-consiglio il tour che ho fatto oggi, che è questo). È importante sapere, però, che non è possibile visitare la DMZ in autonomia.
Cos’è la DMZ
DMZ significa Zona Demilitarizzata e quella coreana è lunga circa 250km e larga 4km. Caratterizzata dall’alto numero di soldati che si trovano su entrambi i lati, la DMZ è una sorta di cuscinetto tra la Corea del Sud e la Corea del Nord.
Confine fra Corea del Nord e Corea del Sud: cosa vedere
Cosa vedrai durante il tuo tour può cambiare sia in base alla compagnia scelta o all’itinerario sia al momento storico in cui andrai (per esempio, adesso, ad aprile 2025, non è possibile visitare la Joint Security Area – JSA, ma la guida ci ha detto che sembra che la ri-apriranno a breve) tuttavia, in linea di massima, i tours includono almeno una visita al Terzo Tunnel (che, nella mia opinione, non aggiunge niente di che e per molte persone è stato faticoso a risalire) e al Dora Observatory, che ho trovato la parte più interessante, perchè è da lì che è possibile vedere la Corea del Nord.
La testimonianza di una rifugiata dalla Corea del Nord
Come ho già scritto, ho scelto questo tour perchè sembra che sia l’unico che offre l’opportunità d’interagire direttamente con una persona scappata dalla Corea del Nord (defettore). Forse lo sai ma, anche visitando la Corea del Nord, quando è possibile farlo, non possiamo certamente viaggiare in autonomia ma dobbiamo affidarci a delle guide locali che propongono ai turisti un programma che in molti hanno definito “fantasioso”, usiamo questa parola. Inoltre, è impossibile interagire con le persone del posto, parlare con loro e via dicendo – come facciamo negli altri Paesi -, quindi, sono stata davvero grata di aver trovato questo tour che mi ha offerto la possibilità non solo di ascoltare la storia di questa signora ma anche di farle delle domande.
Rimanendo sul vago, la signora ci ha raccontato di aver lasciato la Corea del Nord una decina di anni fa (era già avanti con gli anni) e che aveva già dei parenti in Corea del Sud, che quindi l’hanno aiutata ad ambientarsi a Seoul perché, come ha detto la guida, per la maggior parte dei rifugiati nord-coreani adattarsi alla nuova vita non è semplice, dato che “la Corea del Sud è cento anni avanti a quella del Nord.”
La maggior parte delle persone sul bus era davvero coinvolta e in molti hanno fatto domande interessanti. Dato che la signora ha ancora un parente stretto in Corea del Nord, che non può lavorare e al quale lei manda soldi, le abbiamo chiesto come faccia a comunicare con questa persona e a inviargli denaro.
Sono stata colpita nel sentire di come i cittadini della Corea del Sud abbiano a cuore quelli della Corea del Nord (la guida ha detto “non ce l’abbiamo con le persone, ma con chi è ai piani alti”) e, quando questi riescono a scappare e, generalmente dopo esseri passati da almeno un altro Paese, arrivano in Corea del Sud, il governo offre loro tutta una serie di aiuti, incluso del supporto economico per il primo periodo. La guida ha detto: “I soldi per finanziare questi progetti vengono dalle nostre tasse ma noi vogliamo aiutare queste persone.”
Nota: prima di condividere e pubblicare la foto con la signora (qui sotto), ho chiesto il permesso alla guida (la signora non parla inglese), spiegandogli che ho un blog di viaggi e dei social collegati al blog e lui ha detto che non ci sono problemi nel divulgare la fotografia.
Altre informazioni sulla Corea del Nord
La signora è stata con noi solo per una parte del tour e la conversazione con lei si è svolta sull’autobus. Tuttavia, anche quando la signora è andata via, la guida ha fatto un ottimo lavoro, rispondendo in maniera esauriente a tutte le nostre domande. Ancora una volta, preferisco non riportare i dettagli di quanto ci è stato detto ma posso dire che quello che avevo letto online mi è stato confermato (fai una ricerca su Google, guarda documentari ecc. e, se già non ce l’hai, puoi farti un’idea della vita in Corea del Nord).
Importante: al momento (aprile 2025), la Corea del Nord è chiusa al turismo. Ci sono dei periodi, però, in cui è possibile visitarla (in alcune zone) ma sempre e solo accompagnati da guide locali. Non c’è possibilità di parlare con le persone del posto o di muoversi autonomamente e molti, fra cui io, pensano che quei tours siano frutto della propaganda (in parole povere, ti fanno vedere quello che vogliono farti vedere). Se, per esempio, guardi video su Youtube di viaggiatori in Corea del Nord tieni a mente che, molto probabilmente, quello che hanno visto (e che tu vedi in video), è finto. Alcuni viaggiatori, infatti, proprio esternano i loro dubbi sull’autenticità dei posti e delle esperienze proposte.
La visita al Terzo Tunnel
Come ho accennato, per me questa visita sarebbe stata anche evitabile. Sarà che, durante i miei viaggi in Vietnam, ho già visitato diversi tunnels ma questo non mi ha trasmesso niente di particolare. Esplorarlo è più facile rispetto al visitare quelli in cui sono stata in Vietnam però segnalo che, per scendere e risalire, c’è come una discesa e, ad andar giù, va tutto bene, ma molte persone hanno faticato nel risalire. Oltre a questo, è vietato fare foto e video e, all’ingresso, ci sono degli armadietti in cui lasciare le proprie cose.
È anche obbligatorio usare un casco perchè alcune parti del soffitto sono vagamente basse ma, ripeto, niente di eclatante in confronto ai tunnels del Vietnam, nei quali a volte devi avanzare letteralmente accucciato.
Guardare la Corea del Nord dal Dora Observatory
Purtroppo, la guida ci ha detto che in questo periodo la tensione è particolarmente alta fra la Corea del Sud e la Corea del Nord, quindi, non abbiamo potuto fare foto o video dall’interno dell’edificio (abbiamo potuto farle dall’esterno ma si vedevano solo delle colline in lontananza, che comunque fanno parte della Corea del Nord).
Per lo stesso motivo, non abbiamo potuto neanche usare i binocoli ma la guida ne aveva portati alcuni con sè e abbiamo usato quelli. Il binicolo è stato fondamentale per vedere in maniera più dettagliata quel tratto della Corea del Nord (anche se nessuno ha visto delle persone). La guida ci aveva già spiegato cosa avremmo visto, incluso quale villaggio è “finto”, ovvero costruito per la propaganda e non abitato, e quale invece è vero ma, una volta sul posto, ha indicato in maniera chiara tutti i luoghi d’interesse.
Personalmente, ho trovato davvero strano il poter guardare la Corea del Nord. Ammetto tranquillamente che è un viaggio che mi piacerebbe fare, un giorno, ma è risaputo come quei tours non diano un’idea proprio chiara del Paese, quindi, aver visto questi luoghi e aver imparato così tanto sulla Corea del Nord, soprattutto da una persona che c’è nata e vi ha vissuto per più di 50 anni, per me è stato un vero onore.
Visita alla DMZ da Seoul, ne vale la pena?
La mia risposta è assolutamente sì. Naturalmente, devi avere un minimo d’interesse per la questione. Ho letto, su vari gruppi dedicati ai viaggi, di persone che hanno scritto di non voler fare questa escursione perchè la reputano molto turistica (opinione confermata anche da qualcuno che già l’aveva visitata). Naturalmente, molto dipende anche dalla compagnia con cui prenoti ma, onestamente, io non l’ho trovata eccessivamente turistica.
Certamente, c’erano tanti autobus ma non ci sono mai state calche così pressanti da rovinare l’esperienza. Lo ripeto ancora una volta, per me il fiore all’occhiello è stata la possibilità di ascoltare la testimonianza della rifugiata dalla Corea del Nord e di farle delle domande. Senza la sua presenza, il tour sarebbe stato davvero molto interessante, ma così ha raggiunto un livello di completezza che ho trovato straordinario.
Il mio consiglio, quindi, è di prenotare a tua volta questo tour per scoprire più da vicino cosa significhi vivere in Corea del Nord e per dare un’occhiata a questo Paese, uno dei meno conosciuti al mondo.
Sono stata anche io lo scorso anno in Corea del Nord e ho fatto un’esperienza molto simile. La nostra guida ci ha detto di avere un fratello che è stato per un periodo in Corea del Nord, e che aveva dovuto rispettare per anni il segreto, periodo che era attualmente scaduto. Ci ha raccontato la situazione di alienazione in cui si vive in questo Paese e ci ha girato dei video realizzati (diceva) lì. Come dici tu, è molto difficile capire quanto sia reale e quanto solo quello che vogliono che ci arrivi. Sicuramente le condizioni di vita degli abitanti della Corea del Nord sono tremende.
Ciao Nicoletta, condivido appieno! La testimonianza della signora scappata dalla Corea del Nord è stata l’esperienza più interessante dell’intero viaggio in Corea del Sud. Tra l’altro, questa signora è fuggita quando aveva già superato i 60 anni. Non so nemmeno immaginare tutti quegli anni “vissuti” in Corea del Nord.