Contenuti
- 1. Vivere in Cambogia
- 2. Il visto per vivere in Cambogia
- 3. Trovare lavoro in Cambogia
- 4. Insegnare inglese in Cambogia
- 5. Quanto costa un affitto in Cambogia
- 6. Quanto costa mangiare in Cambogia
- 7. Vita sociale
- 8. Viaggi e ritorno a casa
- 9. Altre spese
- 10. Costo della vita in generale
- 11. Fattori da considerare prima di un trasferimento in Cambogia
- 12. La bellezza di vivere in Cambogia – la mia esperienza
- 13. A chi consiglio di trasferirsi in Cambogia
- 14. A chi NON consiglio di trasferirsi in Cambogia
- 15. Conclusione
Vivere in Cambogia
Comincio subito con il dire che questo articolo non è una “guida completa al trasferimento in Cambogia” perché, per venire a vivere qui come altrove nel mondo, ci sono tanti fattori che entrano in gioco.
Per questo, offro una consulenza telefonica in cui possiamo parlare della tua situazione e posso darti un’idea delle tue reali possibilità di vivere bene qui, in base alla mia esperienza e alle mie conoscenze (se vuoi prenotare la tua consulenza, scrivimi: mariclapannocchia@aol.com).
Detto questo, ho pensato di scrivere questo articolo perché, anche se è vero che di solito mi contattano viaggiatori in cerca di supporto per il loro viaggio qui in Cambogia, ogni tanto mi ha contattato anche qualcuno desideroso di venire a vivere qui e, in quasi tutti i casi, si è trattato di persone che non avevano assolutamente idea di come funziona la vita in Cambogia.
Questo articolo serve come base per darti delle informazioni pratiche sulla vita qui. È tua responsabilità controllare eventuali cambiamenti, per esempio, per quanto riguarda i visti.
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Il visto per vivere in Cambogia
Andiamo a vedere le varie tipologie di visto disponibili (a novembre 2025):
- Visto turistico (T). È quello usato dai viaggiatori ma puoi utilizzarlo tranquillamente anche per entrare nel Paese pensando di rimanerci più a lungo. In questo caso, puoi rivolgerti a un’agenzia per ottenere poi un visto business. Il visto turistico costa 30 USD e può essere fatto online oppure direttamente all’arrivo (VOA – Visa on Arrival), nella maggior parte dei punti di ingresso. Il visto turistico ti permette di rimanere nel Paese per 30 giorni ed è rinnovabile una volta soltanto (durata: altri 30 giorni).
- Visto business (E). In questo caso, ci sono diverse sottocategorie ma è il tipo di visto necessario se pensi di abitare in Cambogia a lungo. Il visto business, infatti, dura 30 giorni ma è estendibile per 3-6-12 mesi. Da quello che so, per ottenere un visto di 6 o 12 mesi devi avere il Work Permit (io infatti ce l’ho). Puoi fare anche questo visto direttamente all’arrivo nei principali punti di ingresso. Il costo è di 35 USD.
- Visto per pensionati. Ammetto che non sono ferratissima al riguardo perché non ho questo visto ma, se hai minimo 55 anni, puoi richiedere un visto per pensionati, con varie durate.
Ci sono anche altre tipologie di visti ma, solitamente, questi sono quelli di cui un potenziale espatriato in Cambogia dev’essere a conoscenza. Ricordati di portare dollari statunitensi in contanti (e tenuti bene, altrimenti, rischi che non li accettino) per pagare il visto all’arrivo e due fototessere. Per l’ingresso in Cambogia, è obbligatorio compilare, entro 7 giorni dalla data di arrivo, l’E-Arrival Card (gratuita) tramite questo sito. Non usare siti che ti chiedono di pagare per l’E-Arrival Card perché, come ho appena scritto, questa è gratuita e tali siti sono truffe.
Trovare lavoro in Cambogia
La Cambogia non è un Paese in cui puoi venire e sperare di lavorare come barista, cameriere o commesso. Questi lavori sono (giustamente) riservati ai Khmer e, in più, una persona locale che guadagna sui 200 USD il mese è fortunata. La maggior parte degli espatriati non riuscirebbe a godersi la vita guadagnando quella cifra.
La Cambogia è indicata per:
- I pensionati
- Chi lavora da remoto
- Chi ha tanti soldi e può buttarne senza troppi problemi (in questo caso, puoi provare ad aprire l’ennesimo albergo o ristorante, sapendo che le possibilità di chiudere a breve sono alte)
Personalmente, io ho la residenza fiscale qui (detto in parole povere, pago le tasse qui). Ho aperto un mio business di scrittura qui in Cambogia e sono seguita da una commercialista (teoricamente uno potrebbe fare tutto da sé ma, a parte che non sono brava in queste cose, con la lingua Khmer non è proprio semplice). In questo caso, devi mettere in conto delle spese, alcune mensili e altre annuali, come la paga della commercialista, il rinnovo del Work Permit o della licenza del business.
Da quello che so, se vieni qui come freelance, mantenendo la residenza fiscale nel tuo Paese di origine o in un’altra nazione, non puoi pagare le tasse in Cambogia (devi aprire un business qui per farlo). Ancora, ci sono dei settori in cui non puoi fare business, come quello delle scommesse.
Quello del lavoro è un punto importante perché, parlando con alcune di quelle persone che mi hanno contattata perché sognavano di venire qui (detto francamente, senza aver fatto neanche le minime ricerche sul Paese), ho capito che in molti pensano che trasferirsi qui sia come andare a vivere in Grecia o in Irlanda. Venire in Cambogia pensando di lavorare per altri e mantenersi dignitosamente è un’utopia.
Un appunto importante riguarda il lavoro da remoto. Io non ho grossi problemi perché lavoro nel settore della scrittura, quindi, mi gestisco gli orari e non devo fare videochiamate. Qui Internet non è stabile come in Europa e, specialmente nella stagione delle piogge o in zone meno battute, può lasciar molto a desiderare. Se lavori o pianifichi di iniziare a lavorare online, per esempio come insegnante, e necessiti di una connessione Internet forte e stabile, metti in conto che dovrai affittare uno spazio in un co-working o scegliere con cura la sistemazione (che, per forza di cose, non sarà l’appartamento a 50 USD il mese).
Insegnare inglese in Cambogia
Io non ho mai seguito questa strada ma ho conosciuto persone, anche non madrelingua inglese, che l’hanno fatto. La bella notizia è che la Cambogia non richiede obbligatoriamente una laurea per insegnare inglese (anche se male non fa). È richiesto il TELF. Questa scuola, qui a Siem Reap, per esempio, propone corsi per poi cercare lavoro come insegnante di inglese nel Paese.
Naturalmente, i madrelingua hanno maggiori possibilità di essere assunti e anche di avere paghe più alte. Io ho conosciuto una ragazza olandese che ha insegnato per un po’ in una scuola locale ma non era soddisfatta perché la paga era bassa comparata all’impegno richiesto.
Tieni a mente, infatti, che la vita qui in Cambogia è molto diversa da quella a cui sei abituato in Italia o in Occidente in generale. Lavorare in un contesto scolastico in un Paese dove tutto funziona in modo diverso, non è proprio facile.
Infine, sottolineo che nei gruppi di espatriati ci sono abbastanza spesso post di insegnanti che si lamentano perché sono stati licenziati improvvisamente e ingiustamente e altri che riferiscono di certe scuole che non pagano. Ci sono anche testimonianze di persone che si sono trovate bene, quindi, come per tutto nella vita, dipende da diversi fattori fra cui le tue competenze, se sei madrelingua inglese, come ti proponi, se sai adattarti e anche un pizzico di fortuna.
Quanto costa un affitto in Cambogia
Io parlo specificamente di Siem Reap, dove vivo. A Phnom Penh, la capitale, i costi possono essere più alti mentre in zone meno gettonate sono più bassi ma dubito che un europeo voglia venire qui per vivere in un villaggio sperduto nella campagna o in una cittadina che ha poco da offrire.
Qui a Siem Reap è possibile trovare stanze o appartamenti a partire da 50 USD il mese. A questo prezzo, solitamente trovi abitazioni di vario livello (ma di certo non di lusso), fuori dal centro città. In tal caso, dovrai avere un mezzo per spostarti e dovrai venire a patti con il fatto che la Cambogia è un Paese chiassoso in generale, ma lo è particolarmente nelle campagne.
In città, i prezzi partono dai 200 USD il mese per un appartamento con degli standard occidentali, a cui devi aggiungere le bollette. Ogni appartamento è diverso e ti consiglio di prenotare la prima settimana in ostello o albergo per poi rivolgerti a delle agenzie immobiliari (contattami, per dei nomi di agenzie affidabili qui a Siem Reap) e andare a vedere i vari appartamenti. C’è chi trova quello perfetto in una giornata e chi impiega mesi.
Molto dipende anche dalle tue esigenze e da quanto sei realista. Nei gruppi Facebook per espatriati ho letto di persone che cercano appartamenti a 100-150 USD il mese con una lunghissima lista di richieste. Non è possibile! Molte persone – questo vale anche per i turisti, non solo per i prospettivi residenti – pensano che in Cambogia tu possa pagare pochissimo e ottenere chissà quale privilegio o lusso ma, ripeto, questo non è possibile.
Molte persone scelgono di soggiornare in alberghi o guesthouse che fanno dei prezzi speciali a chi vi alloggia a lungo termine (solitamente, dai 200 USD in su, ma di solito in questi casi non hai modo di cucinare).
Per chi non ha problemi di budget, Siem Reap offre anche ampi appartamenti o ville, inclusi quelli di lusso.
Il costo delle bollette varia in base alle tue esigenze. Chi usa incessantemente l’aria condizionata, ad esempio, può ritrovarsi a pagare anche 150 USD il mese solo di quello, ma per molte persone è sufficiente utilizzare un ventilatore. Anche l’uso dell’acqua e dell’elettricità in generale varia in base alla persona stessa. Infine, per gli appartamenti, stai sempre attento perché ho sentito storie di proprietari che creano problemi, che quando si rompe qualcosa danno la colpa all’inquilino e gliela fanno ripagare quando ciò che si è rotto era già vecchio o danneggiato e via dicendo. Naturalmente, ci sono anche ottimi proprietari, ma è sempre bene tenere gli occhi aperti.
Metti in conto che trovare un appartamento a lungo termine (dai 6 mesi in su) a un buon prezzo è più facile rispetto al trovarne uno per 2-3 mesi. Solitamente, è richiesto il deposito di almeno un mese, che ti sarà riconsegnato alla scadenza del contratto di affitto, se ci saranno le giuste condizioni.
Quanto costa mangiare in Cambogia
Anche in questo caso, come puoi immaginare, la risposta è strettamente personale. Qui è possibile mangiar fuori, in bancarelle o ristorantini locali, spendendo da 1 USD a piatto. Ci sono, poi, ristoranti di lusso e quelli di fascia media. In città come Siem Reap o Phnom Penh si trovano anche ristoranti che propongono altre cucine, fra cui quelle occidentali (in tal caso, di solito i prezzi sono simili se non uguali a quelli che trovi nei ristoranti in Occidente).
Se affitterai un appartamento avrai una cucina e potrai scegliere di cucinare. In questo caso, se vuoi spendere il giusto, spesso devi andare nei mercati locali, comprare direttamente dalle persone del posto o scegliere minimarket/negozietti local. Nei supermercati, i prezzi sono più alti. Lì trovi anche gran parte dei prodotti occidentali – italiani, australiani, inglesi, americani ecc. – a prezzi, ovviamente, generalmente più alti rispetto a quelli a cui vengono venduti nei Paesi di origine.
Sì, puoi tranquillamente immaginarmi mentre sbavo metaforicamente su un pacchetto piccolo di Pan di Stelle che qui costa quasi 5 USD 😊
Un’opzione interessante, se vivi con una famiglia numerosa o hai necessità di comprare all’ingrosso, è Makro, che si trova leggermente fuori dal centro. In linea di massima, se sei attento al portafogli imparerai con il tempo quale mercato ha i prezzi migliori per le uova e quale per le verdure e idem per i supermercati. Se, invece, non hai problemi di soldi, puoi mangiar bene godendoti i vari ristoranti di diverso livello e acquistando i prodotti di casa.
Vita sociale
Io in questo caso non sono da prendere come punto di riferimento perché sono una persona altamente sensibile, il che vuol dire che percepisco le energie di ambienti e persone anche quando non vorrei, e quando non mi risuonano (ovvero, molto spesso) mi prosciugo energeticamente.
Dopo tutti gli anni passati in Italia a sentirmi dire che ero sbagliata, stupida e via dicendo (senza che nessuno si chiedesse mai se forse c’era qualcosa che non andava nel modo di comportarsi di chi aderiva alla massa, ma questo è un altro discorso), ho imparato a stare bene con me stessa. Ma proprio bene. Io mi amo; mi piaccio. Non sono perfetta ma mi accetto.
Di conseguenza, la mia necessità di passare del tempo con chi non è affine a me è pari a zero. Ho delle conoscenze, qui, che vedo ogni tanto, ma passo la maggior parte del tempo con alcuni locals che ormai conosco da anni o da sola, anche stando spesso fuori.
La maggior parte delle persone, però, preferisce interagire con gli altri, senza fare troppa selezione, e uscire la sera. Per questo, se sei una di queste persone, dovrai mettere in conto una parte del budget per partecipare agli eventi sociali.
Qui a Siem Reap ce ne sono diversi e, entrando nel giro di locals ed espatriati, nonché usando i vari gruppi Facebook dedicati proprio a chi vive qui, presto imparerai cosa c’è e dove in ogni sera della settimana. In particolar modo durante l’alta stagione e nel periodo che precede il Natale ci sono tanti eventi comunitari, molti gratuiti, che vedono un mix di espatriati e locals.
Come le altre aree della vita che abbiamo visto finora, anche in questo caso devi tener conto dei tuoi gusti e delle tue esigenze. Io faccio spesso lunghe passeggiate nella natura, leggo all’aria aperta, visito i templi (quelli in città, a ingresso gratuito, oppure Angkor, visto che ho il pass gratuito per residenti) ecc. Non partecipo a eventi a pagamento se non quando mi interessano veramente (per esempio se hanno a che fare con i libri, la danza o il teatro).
Viaggi e ritorno a casa
Ho conosciuto espatriati che si sono stabiliti qui a Siem Reap e non si sono più mossi e altri che, invece, viaggiano regolarmente, fosse anche “solo” in questa regione. Se mi segui sai che io sono un’appassionata viaggiatrice solitaria, affascinata dall’altro, da quello che non conosco e quindi devo immergermi con una certa regolarità in situazioni e modi di vivere che non mi sono familiari.
Personalmente, quindi, metto da parte dei soldi per dei viaggi. Da quando sono qui, ho visitato vari Paesi, fra cui la Thailandia e il Vietnam, che sono molto vicini. Purtroppo, generalmente, i voli da/per la Cambogia sono cari. Magari un turista non la vede così ma, per farti un esempio, il mio volo di ottobre per Kathmandu, Nepal, partiva da Bangkok e, siccome i confini via terra fra Cambogia e Thailandia sono ancora chiusi, ho dovuto volare spendendo circa 125 USD a/r. Considerando che in linea d’aria le due città non sono così lontane, il costo non è proprio basso.
Devi mettere in conto questo dettaglio se pianifichi molti viaggi fuori dalla Cambogia, soprattutto se questi poi prevedono altri voli (come nel mio caso Bangkok – Kathmandu).
Personalmente, non ho alcun interesse a tornare in Italia, neanche per le vacanze. Di conseguenza, non ho mai dovuto spendere per comprare i biglietti aerei per andarci e poi rientrare. Se però pensi di voler/dover tornare in Italia o nel Paese in cui hai vissuto prima dell’eventuale trasferimento qui in Cambogia, devi mettere in conto anche dei soldi per acquistare il biglietto aereo, magari senza molto preavviso se, per esempio, succede qualcosa che richiede la tua presenza immediata fuori dal Paese.
Altre spese
Anche in questo caso, dipende dalla tua situazione personale ma altre spese da tenere a mente, in linea generale, sono:
- Assicurazione sanitaria. Qui tutta la sanità è a pagamento e spesso è scadente. In caso di grave incidente o malattia può essere necessario un trasferimento a Bangkok, in Thailandia.
- Persone che si prendono cura di te. Qui a Siem Reap c’è un servizio di accompagnamento, tipo badante, credo sia live in sia solo giornaliera, anche per una manciata di ore, rivolto agli anziani in città.
- Burocrazia. In primis, rinnovo del visto. Se hai un business qui: pagamento delle tasse (inclusa la profit tax, di cui il tuo commercialista cambogiano ti parlerà), rinnovo della licenza del business e del Work Permit (in alcuni casi, questo è a cura del tuo datore di lavoro). Se hai dipendenti o business fisici (io non ho un ristorante, per esempio, ma un business di scrittura) probabilmente dovrai mettere in conto anche altre spese.
- Visite turistiche varie. Angkor (lo special pass per residenti è per chi vive qui da minimo 2 anni, nel primo periodo dovrai pagare l’ingresso ma ho sentito che c’è un pass a 200 USD valido per 6 mesi), i vari workshops, gli spostamenti per esplorare i dintorni di Siem Reap o per viaggiare nel Paese.
Costo della vita in generale
Io ho letto di espatriati che vivono qui con 150 USD il mese comprensivo di affitto (il che mi fa dire, “mah”), altri che vivono con 600 USD il mese in due e altri ancora che spendono 500 USD a settimana o più di 2.000 USD il mese vivendo da soli.
È tutto personale. Ciò che è vero, è che è altamente sconsigliato venire con pochi soldi da parte o con zero risparmi. Ho incontrato persone che, in caso di emergenza, hanno il conto bancario vuoto e spesso neanche amici o famigliari nel loro Paese di origine che potrebbero aiutarli. I casi di espatriati che si ritrovano a vivere per strada o nelle pagode sono rari, ma ne ho sentito qualcuno.
Ho letto anche di espatriati che, non avendo più soldi per pagare il visto, sono rimasti qui con il visto scaduto (quindi, senza visto). C’è una tassa da pagare, corrispondente a 10 USD il giorno per ogni giorno in cui sei in Cambogia senza visto in corso di validità, ma credo che, quando ci rimani a lungo, la faccenda si complichi e non basti pagare all’uscita (cosa che, comunque, molti non possono fare, altrimenti, avrebbero pagato il costo del rinnovo del visto).
Quello che sto cercando di dire è di non pensare che qui si possa vivere bene con 100 USD il mese. È fantascienza. Ci sono delle pratiche da pagare, soprattutto se hai intenzione di avviare un business qui. Devi avere un visto e devi avere i soldi per rinnovarlo quando scade. Un’altra cosa che ho letto spesso è come molti pensino di poter mangiare con 1 USD a piatto, nelle bancarelle o nei ristoranti locali, e dormire a 3 USD a notte in un dormitorio condiviso (che poi, a quel prezzo, non so in che condizioni sia l’ostello per quanto riguarda la pulizia, la sicurezza ecc.).
Questo è fattibile per un breve periodo della vita ma una persona, almeno secondo me, non può seriamente pensare di vivere “per sempre” in dormitorio e mangiando il cibo da 1 USD a piatto.
È vero che vivere in Cambogia costa molto meno rispetto al vivere in Occidente ma è anche vero che, se vuoi vivere qui e non sopravvivere, magari sentendoti sempre con l’acqua alla gola, hai bisogno di un cuscinetto e, a meno che questo non sia di tutto rispetto, anche di un’entrata regolare.
Fattori da considerare prima di un trasferimento in Cambogia
Naturalmente, anche in questo caso, molto dipende dalla persona stessa. Ciò che entusiasma una persona può essere intollerabile per un’altra e viceversa. Tuttavia, andiamo a vedere dei fattori – al di là di quelli che abbiamo visto finora – che devi conoscere e prendere in considerazione se stai pensando di venire a vivere qui:
- Il clima. Questo è soggettivo ma, indicativamente, i mesi migliori sono quelli da dicembre a fine febbraio (temperature medie sui 25 gradi, pochissima umidità, non piove). Marzo e, in particolar modo aprile, possono essere davvero torridi, con temperature al di sopra dei 40 gradi. Il periodo da maggio a novembre è quello della stagione delle piogge e, anche se è vero che raramente piove per tutto il giorno o per giorni di seguito, comunque ci sono possibilità di pioggia, anche forte (ma da quando sono qui non ho mai vissuto alluvioni o allagamenti, che invece colpiscono i Paesi limitrofi). Durante la stagione delle piogge l’umidità è molto alta.
- Il chiasso. La Cambogia in generale è un Paese rumoroso. I funerali e matrimoni, che si tengono principalmente nella stagione secca, possono durare anche giorni, con il caos che inizia all’alba. Immagina musica ad alto volume, preghiere e via dicendo che proseguono spesso per tutta la giornata o, come ho appena scritto, per vari giorni. Ci sono espatriati che, in quelle occasioni, si spostano temporaneamente in un hotel in un’altra zona della città. Ancora, ci sono i karaoke e, nei grandi festival, come il Khmer New Year, c’è caos e traffico ovunque. Ripeto, molto dipende da chi sei perché conosco persone che non sono minimamente turbate dal chiasso e altre, come me, che non lo tollerano. Prima di affittare una casa o un appartamento a lungo termine, controlla bene il livello di chiasso nella zona, ma sii consapevole che tutto può cambiare da un momento all’altro.
- Stile di vita diverso. Spesso, sui gruppi di viaggio o di expats su Facebook, mi capita di leggere di persone che dicono che non riuscirebbero mai a vivere nel sud-est asiatico perché è uno stile di vita troppo diverso da quello italiano. Personalmente, non mi sono mai trovata bene in Italia e la vera fatica l’ho fatta nel “vivere” in quei contesti! È vero, comunque, che qui tutto funziona diversamente e ripeto che pensare di venire in Cambogia per dettar legge o per portare avanti gli stessi comportamenti disfunzionali che si vedono in Europa, non ha senso. Ci vuole tempo per lasciare il vecchio e abbracciare il nuovo ma se sei una persona che ama mettersi veramente in gioco, puoi provare a trasferirti qui. Ricorda, infine, che anche se hai già viaggiato qui, la vita di un residente, ovviamente, è diversa da quella di un turista.
La bellezza di vivere in Cambogia – la mia esperienza
Per me la Cambogia è casa. In Italia, non mi sono mai sentita a casa, anzi. Sin da quando avevo 7 anni dicevo che da grande “avrei vissuto lontano dall’Italia, avrei viaggiato molto e mi sarei mantenuta con la scrittura”. Ti faccio immaginare la reazione della gente nel paesino 😊
Quando ero adolescente, dopo aver letto dei diari di viaggio sulla Cambogia, ho sentito qualcosa per questo Paese. Non ne sapevo nulla; le persone del paesino non avrebbero neanche saputo dire dove si trovava la Cambogia. A scuola, non ho mai studiato il Paese, neanche in relazione al regime dei Khmer Rossi. Eppure, ho provato qualcosa che non posso spiegare a livello razionale. È un discorso animico, energetico, vibrazionale.
Quando sono arrivata qui, avevo un biglietto aereo che mi avrebbe riportata in Italia dopo 10 giorni e che ho stracciato dopo un paio di giorni dall’arrivo.
Onestamente, mi sono buttata senza paracadute, perché la situazione in Italia per me si era fatta intollerabile e ho deciso di seguire quel richiamo che provavo da anni e che era rimasto sepolto sotto tutta la negatività e l’ipocrisia della vita nel mio Paese di origine. Non sapevo praticamente niente di come trasferirmi qui a livello burocratico, ma già lavoravo online nel settore della scrittura e, quantomeno, non avevo la preoccupazione di dover trovare un lavoro. Un giorno, “per caso”, ho conosciuto un italiano che già viveva qui da anni, che mi ha dato tutte le dritte per il trasferimento e, un passo dopo l’altro, ho sbrigato ogni incombenza burocratica.
Per me la Cambogia è una vibrazione che risuona con quello che ho dentro. Il Paese perfetto non esiste e neanche la Cambogia lo è. Ripeto sempre che io vivo qui in condizione di privilegiata, come espatriata, ma, se riesci a sentire la vera voce di questo Paese, e l’affini al tuo modo di vibrare, allora scopri un tesoro.
A dispetto di tutto quello che hanno dovuto passare in passato, i cambogiani sono generalmente genuini, buoni e gentili. C’è un senso di comunità e condivisione molto spiccato. Qui le persone ti sorridono per strada e tu fai lo stesso. Mi fermo spesso a parlare con dei locals, molti mai visti prima. Nessuno ti guarda in cagnesco (come fanno quasi tutti i turisti occidentali che incrocio per strada).
Ripeto, il Paese perfetto non esiste e anche qui c’è la mela marcia ma, specialmente se sei una “brava persona”, nel vero senso del termine e non in base al giocare secondo le regole della società, questo Paese ti dà tanto. Qui abbiamo Angkor – Angkor! – dietro casa. Abbiamo la giungla, con le sue piante e i suoi animali, a due passi dal centro. La vita scorre lenta; ci sono tante occasioni per stare all’aria aperta. La natura è protagonista. Se piove, lo accetti. Se è caldo, lo accetti. Vivere in Cambogia vuol dire spogliarsi completamente del bel vestito che indossavamo in Italia, anche se avevamo una cosiddetta “vita normale” e non di lusso.
Per i primi 4 mesi qui, lo dico sempre, ero ancora in Italia con la mente. Il mindset non si cambia da un giorno all’altro. Ci vogliono duro lavoro, consapevolezza, costanza e tempo per iniziare a farlo. Pian piano impari qualche parola di Khmer (la lingua locale), saluti con un cenno del capo e non con uno sventolio delle dita della mano, ti abitui a toglierti le scarpe prima di entrare in una casa e via dicendo. È un cambiamento graduale.
Naturalmente, si torna sempre allo stesso discorso: dipende da chi sei. Qui ci sono anche tanti espatriati che vogliono vivere come in Occidente ma spendendo meno. Gente che pensa di essere in diritto di avere e fare di tutto perché ha più soldi della maggior parte dei locals. Trasferirsi in Cambogia è relativamente semplice e questo, purtroppo, porta qui anche persone che, secondo me, non dovrebbero neanche lasciare il loro Paese di origine.
La Cambogia è uno di quelli che io chiamo “Paesi boomerang”: ti dà indietro quello che tu lanci. Per concludere questa parte dell’articolo, quindi, la Cambogia non è per tutti.
Non è un Paese facile – gli orrori del passato recente sono ancora presenti in tante sfumature e non possono essere evitati, se si vuole vivere totalmente il Paese; vanno visti, compresi, guardati da diversi punti di vista -, ma è un Paese per chi vuole risvegliarsi lentamente. Qui è ancora possibile, se sai cosa cercare e cosa evitare, scoprire sé stessi.
La Cambogia ti deve chiamare, la devi amare. Solo così puoi sentirla sotto la pelle.
A chi consiglio di trasferirsi in Cambogia
Credo che sia abbastanza chiaro da quanto ho scritto finora, però, andiamo a vederlo a colpo d’occhio:
- Ai pensionati
- A chi ha già un lavoro online
- A chi ha tanti soldi da parte e non ha bisogno di lavorare
- A chi ha tanti soldi da parte e può investire in business come ristoranti o hotel (con tutti i rischi del caso)
- A chi non ha problemi di salute
- A chi vuole mettersi in gioco
- A chi vuole abbandonare, con il tempo, il mindset italiano
- A chi non vuole fare volontariato “fatto a caso”, magari solo per riempire le giornate
- A chi è in grado di adattarsi e vivere in un contesto completamente diverso da quello italiano
- A chi vuole interagire in maniera rispettosa con le persone del posto
- A chi ha capito che non è possibile venire qui e vivere come un Re con 100 Euro il mese
A chi NON consiglio di trasferirsi in Cambogia
- A chi pensa di venire qui e di trovare un lavoro, magari ben pagato, come dipendente (anche se ci sono dei casi, per esempio, per i General Mangers degli hotel di lusso ma si tratta di persone con certe competenze e anni di esperienza)
- A chi ha zero o pochi risparmi
- A chi pensa di cambiare Paese per lasciarsi alle spalle i problemi
- A chi pensa di venire qui a dettar legge
- A chi vuole vivere qui solo per fare la bella vita spendendo meno di quanto non farebbe in Occidente
- A chi vuole fare volontariato “fatto a caso”, magari solo per riempire le giornate
- A chi ha problemi di salute (non per forza gravi; se, per esempio, hai delle patologie magari poco conosciute che richiedono controlli, visite ed esami regolari, la Cambogia può non essere il Paese giusto per te)
- A chi non vuole abbandonare il proprio mindset
- A chi pensa di poter trattare male i cambogiani perché “hanno meno soldi” o per altri motivi.
- In realtà, le persone che si rivedono in alcuni di questi punti possono entrare tranquillamente in Cambogia. Chiedo solo di non farlo. C’è già un numero sufficiente di espatriati, qui a Siem Reap, che vengono solo per fare come gli pare, per trovare delle donne locali che potrebbero essere le loro figlie o nipoti in quanto a età e che, in generale, non arricchiscono in alcun modo la comunità.
Conclusione
Rileggendolo, mi sono resa conto che questo articolo non invoglia particolarmente a trasferirsi in Cambogia e penso di aver fatto un buon lavoro. Questo perché ho parlato con diversi italiani che, non avendo alcuna conoscenza della vita qui, pensavano davvero di poter far soldi lavorando come dipendenti, di aprire questo o quel business e avere vita facile o che, semplicemente – l’ho capito dai discorsi e dagli esempi che facevano – non volevano venire perché realmente interessati allaCambogia ma perché non ne potevano più di vivere in Italia.
Quella non è una ragione sufficiente per trasferirsi in un Paese come la Cambogia, in cui la vita quotidiana è molto diversa da quella in Europa.
Personalmente, come ho già scritto, amo vivere qui. Conosco tante expats – sì, soprattutto donne – che sono delle belle persone, profonde e intelligenti. Nonostante la sanità qui non sia proprio il massimo, Siem Reap richiama molti pensionati. Io adoro vivere a Siem Reap perché è a misura d’uomo e offre una natura rigogliosa sia in città sia ad Angkor, che si trova ad appena 10 minuti dal centro.
Poter vivere all’ombra di quei templi è qualcosa di magico. Mi piace interagire con i locals, che sono generalmente genuini e accoglienti, e partecipare ai vari eventi comunitari che inglobano sia gli espatriati sia i cambogiani. Come ho detto, faccio una vita semplice – senza contare che passo diverse ore il giorno a scrivere al computer -, che però mi risuona. Non voglio tanti beni materiali, non voglio drammi, ma voglio delle giornate serene, in mezzo alla natura, alle persone e alle cose semplici.
Se vuoi rallentare, se vuoi creare connessioni autentiche, scoprire alcune fra le meraviglie più belle del mondo e dar vita a una nuova versione di te, allora, la Cambogia ti aspetta.
Thanks for sharing, these are good tips if you want to live out in Cambodia 🙂
This is such an informative and honest breakdown of what life in Cambodia is really like. I appreciate how you go beyond the glossy “expat dream” image and talk about the practical realities—visas, work, rent, and the cultural differences people often overlook. Your firsthand experience in Siem Reap adds so much value, especially around costs, remote work, and what newcomers should realistically expect. Anyone considering a move will find this incredibly helpful!
Bellissima testimonianza.grazie voglio visitare vedere …e poi sentire le emozioni che mi dara
Ciao Christian, grazie! Se vuoi organizzare un viaggio qui in Cambogia, scrivimi alla mail mariclapannocchia@aol.com Aiuto i viaggiatori italiani a pianificare il loro itinerario e do informazioni che non si trovano online
È stato molto piacevole leggere tutto fino alla fine di ciò che pensi e le emozioni personali che stai vivendo in Cambogia. Logicamente io penso che viaggiare e vivere in altri posti dalla tua nazione sia fattibile..ma la vedo come un’occasione persa di crescere e vincere ogni ostacolo nel proprio paese d’origine. Ho viaggiato molto in vita mia e di una cosa sono certo..che se sei capace all’estero lo puoi essere anche in italia al.tuo paese nativo senza dover scappare in altri parti del mondo per trovare se stessi ed un’occupazione. Comunque tu sei una bella persona e ti faccio i miei complimenti.
Ciao Danilo, grazie delle belle parole nei miei confronti e del tuo commento. Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto. Nella mia opinione, ognuno è libero di fare quello che sente. Quella che racconto è la mia esperienza. Io ho sempre sentito un forte richiamo per la Cambogia, sin dall’adolescenza. Non sono “scappata dall’Italia giusto per” ma la mia esperienza in Italia è sempre stata molto negativa, ho avuto una famiglia altamente disfunzionale, abitavo in un paesino dove sin da piccola sono stata tacciata come “sbagliata” perché non mi comportavo e non pensavo come gli altri. Molte persone scelgono la Cambogia per l’energia che c’è qui, specialmente a Siem Reap, vicino ai templi di Angkor. Il modo di vivere qui è totalmente diverso da quello italiano (ma direi occidentale in generale). La vita è più lenta e rilassata, i cambogiani sono genuini e accoglienti, c’è un forte senso comunitario, una bella comunità di espatriati e, semplicemente, a me risuona molto questo modo di vivere, anche a livello di credenze (es. com’è vissuta la morte, il buddismo, le vite passate e via dicendo). Il Paese perfetto non esiste, anche qui ci sono le brutte persone ma sono rare (io dico sempre che molto dipende anche da chi sei tu, chi frequenti, dove vai). Ripeto, per me l’Italia è sempre stato un posto con delle vibrazioni che non mi risuonavano, in cui avevo anche malesseri fisici dati proprio da malesseri interiosi causati da costrizioni, giudizio, gossip, scarse opportunità, lamentele continue e potrei andare avanti. Questo è il mio percorso, la mia storia, ma come dicevo prima ognuno è libero di fare quello che vuole, dove vuole. Auguro a tutti di vivere una bella vita, ovunque scelgano di farlo.
Voglio sapere dopo 10 anni nelle philippines.
Voglio cambiare nella mia vita una sana e piena di benessere sia mia sia altrui
Ho visitato paesi orientali e ogni volta che vado mi sento a casa. Nn so perché. ( Quest’inverno viaggio culturale Vietnam e Cambogia ). E ogni volta che organizzo , la mente mi porta nel pensare seriamente di trasferirmi . Concordo col tuoi dire . Nn si può pretendere di cambiare il paese che ti ospita ed i suoi abitanti. Nn si può pretendere di vivere lì e lavorare senza cuscinetti ( per come siamo abituati mentalmente noi occidentali). Si può scegliere, a seguito di base solide a fronte , di vivere serenamente lontani dalla società da cui si apparteneva perché nn sentita , ed immergersi in un nuovo contesto che appaga spiritualmente. Perché semplicemente arriva un momento in cui nn hai necessità di “cose materiali ” , ma di respirare…. Grazie alla cultura di quei paesi che ti insegnano qualcosa di più potente . Nn nascondo naturalmente di non poter scegliere alloggi graditi ai miei standards, ma ciò dipende naturalmente dalle possibilità. E mi piacerebbe comprendere come trasferirsi step by step, pianificando , sebbene sia stata parecchio esaustiva tuo post. Ti ringrazio.
Ciao Manuela, grazie del commento. Ti ho inviato una mail.