Anlong Veng: nei luoghi dei Khmer Rouge (guida completa)

Nonostante si trovi a circa due ore e mezzo di strada da Siem Reap, porta d’accesso al famoso complesso archeologico di Angkor, Anlong Veng è una cittadina che raramente figura negli itinerari dei turisti. Si potrebbe dire che il motivo è dato dall’assenza di mezzi pubblici che la raggiungono o dal fatto che “non c’è niente da vedere”, ma non è proprio così.

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Anlong Veng è nota – almeno, fra chi vive qui o chi è interessato alla Storia del Paese – come la cittadina in cui diversi Khmer Rouge (fra cui il leader, Pol Pot), responsabili del genocidio cambogiano, si sono rifugiati, per circa 20 anni dopo la loro caduta (avvenuta nel 1979).

Ho organizzato una sorta di gita diurna con altre expats (altrimenti, andando da sola, avrei speso minimo 80 USD). Personalmente, penso che il genocidio cambogiano abbia molte sfumature. Conosco persone che hanno combattuto nei Khmer Rouge perchè erano giovani, non istruite e non hanno avuto scelta. Si tratta di persone che hanno effettivamente ucciso ma, come puoi capire, in casi come questi non è facile tratteggiare la linea fra vittima e carnefice. Ci sono casi in cui, invece, farlo è sin troppo facile (come quando parliamo di Pol Pot, il leader).

Tuttavia, ammetto che sono affascinata anche dal punto di vista dei leaders, di chi era davvero convinto di star facendo una cosa giusta. Che cosa li ha spinti a pensare una cosa del genere? Come hanno potuto torturare e uccidere milioni di loro connazionali in nome di un’ideologia?

Come arrivare ad Anlong Veng

Anlong Veng si trova nel nord della Cambogia, vicino al confine con la Thailandia, in un’area caratterizzata da montagne e giungla.

Come ho accennato, non ci sono minivan o altri mezzi pubblici che partono da Siem Reap e vanno ad Anlong Veng, quindi, l’opzione più comoda, anche per spostarsi una volta arrivati in zona, è prendere una macchina con autista/guida. Noi abbiamo fatto proprio così.

Abbiamo impiegato circa due ore e mezzo a tratta, includendo degli stops per andare in bagno o per mangiare qualcosa.

Il costo per il noleggio di macchina + autista per una giornata (indicativamente, 8.30 – tardo pomeriggio) è sugli 80 USD totali, non a persona. Se sarai con un gruppo numeroso, il noleggio di un minivan con autista è minimo di 120 USD in totale, non a persona.

Noi eravamo in 6 e avevamo noleggiato un minivan per 8 persone, pagandolo, appunto, 120 USD in totale. Suddividendo il costo per 6 persone, abbiamo pagato circa 20 USD  a testa (pranzo e ingressi esclusi).

Puoi chiedere alla reception della struttura dove alloggi o alle agenzie in città per un contatto raccomandabile. Io posso consigliare Ry Vanra, l’autista che ci ha accompagnate, e con cui mi sono trovata molto bene. Qui trovi il link al suo profilo Facebook e puoi contattarlo per il tuo viaggio in Cambogia (Ry fa tour in tutto il Paese ed è anche una guida per Angkor; parla solo inglese).

Infine, nonostante sia consigliabile andare ad Anlong Veng durante la stagione secca (indicativamente da novembre a marzo), per evitare problemi con alcune strade secondarie, noi ci siamo andate a giugno, durante la stagione delle piogge, ma abbiamo trovato un bel clima e non abbiamo avuto problemi (poi ovviamente dipende sempre da quanto piove, da eventuali allagamenti ecc.).

Eccomi con Ry

Cosa vedere ad Anlong Veng

  • La tomba di Pol Pot

La tomba del leader dei Khmer Rouge si trova vicino al confine con la Thailandia. Pol Pot è morto nel 1998. L’ingresso costa 2 USD.

Le mie impressioni: solo altre due persone del gruppo ed io siamo andate alla tomba di Pol Pot, accompagnate da Ry, la guida. Il luogo è desolato e la tomba è spoglia. Ho chiesto a Ry, che è un local, come si sentisse a trovarsi davanti alla tomba di un uomo che ha sterminato milioni di cambogiani e lui ha risposto (quello che mi aspettavo): “Ciò che ha fatto Pol Pot è a dir poco sbagliato. Non si possono uccidere milioni di persone in nome di un’ideologia. Ma io non lo odio. Non odio nessuno.”

  • La casa di Ta Mok

Situata nel centro di Anlong Veng, la casa di Ta Mok (soprannominato “The Butcher”, ovvero, “Il macellaio”), è un museo semi-abbandonato. L’ingresso costa 3 USD.

Le mie impressioni: questa è stata la prima tappa del nostro tour. La casa di Ta Mok è ampia, seppur abbastanza spoglia, e si trova davanti a un panorama incantevole. Vagando per le stanze di questa casa è possibile ammirare i dipinti sulle pareti, ritraenti alcuni dei templi di Angkor, e, tramite delle foto e delle scritte (molte solo in Khmer, comunque, è possibile tradurre usando Google Traduttore), si ripercorrono alcuni dei momenti dei Khmer Rouge.

  • Tomba della famiglia di Son Sen

Son Sen è stato ucciso con tutta la famiglia, composta da 13 persone, bambini inclusi. Dei bastoni indicano la fossa comune. Lì vicino si trova il memoriale dedicato a Ta Mok.

Noi non ci siamo state.

  • La diga fatta costruire dai Khmer Rouge

Questa grande diga, a ingresso gratuito, è stata costruita dalle persone che, durante il regime dei Khmer Rouge, sono state obbligate ai lavori forzati. Oggi è un lago tranquillo, dove le persone del posto spesso si recano per pescare.

Noi non ci siamo state.

  • La casa/il bunker di Pol Pot

Ry, la guida, ci ha spiegato che Pol Pot aveva molte case in zona e questa è stata quella che ha usato per nascondersi. Al giorno d’oggi, la casa è diroccata, spoglia, proprio mezza rotta, tuttavia, a livello energetico è molto potente. La strada per arrivarci è nel cuore della giungla, con paesaggi molto belli, ma è fondamentale avere una guida che sappia dove andare perchè non ci sono indicazioni (se ci sono, sono in Khmer) e, almeno nel nostro caso, Google Maps capiva fino a un certo punto.

Le mie impressioni: immersa nella giungla e circondata da bei paesaggi, questa casa è stata forse, fra gli edifici che abbiamo visto durante l’escursione, quella che mi ha colpita di più. Non si può spiegare a parole cosa si provi nel ritrovarsi nella casa di un uomo che ha torturato e sterminato gran parte degli abitanti del suo stesso Paese, in nome di un’ideologia.

  • Anlong Veng Peace Center

Situato a poca distanza dalla casa/dal bunker di Pol Pot, l’Anlong Veng Peace Center è immerso nella giungla e, anche in questo caso, è bene andarci con una guida che sappia la strada (e che potrà anche darti delle spiegazioni durante la visita).

Il motto del centro è “la strada è lunga, se non camminiamo insieme” e il suo scopo è rafforzare l’obiettivo della pace, dell’istruzione e del turismo sostenibile.

Le mie impressioni: luogo affascinante, circondato dalla natura, che merita sicuramente una visita non solo per le scritte, le immagini e i libri che testimoniano gli orrori del periodo dei Khmer Rouge ma anche per un’incredibile vista che è possibile godersi proprio dal centro.

Consiglio una visita ad Anlong Veng?

In tutta sincerità, io non consiglio questa escursione ai turisti perchè tocca luoghi strettamente legati a persone come Pol Pot e Ta Mok, ma non si tratta di posti pensati anche per i visitatori internazionali (come può esserlo il Museo del Genocidio di Tuol Sleng, a Phnom Penh).

Secondo me, per apprezzare al massimo questa visita, è necessario vivere qui in Cambogia almeno per qualche mese e anche essere un certo tipo di persona.

Il genocidio cambogiano (1975-1979) è un episodio ancora recente della Storia del Paese e i suoi risvolti si possono ancora notare nella vita di tutti i giorni. Nella mia opinione, per poter sentire realmente le energie di questi posti è necessario non solo sapere qualcosa sull’argomento a livello storico ma, più che altro, conoscere diverse persone che hanno vissuto durante quel periodo (civili o ex soldati). È importante vivere veramente la Cambogia, con le sue mille sfumature, e mescolarsi al suo incredibile popolo.

In più, grazie a Ry, la nostra guida, oggi abbiamo avuto una panoramica anche su diversi aspetti della vita nel Paese che fanno parte della storia contemporanea, quella che noi stesse viviamo ogni giorno.

Quando ho chiesto a Ry se porta dei turisti ad Anlong Veng, lui mi ha detto che, quando lo fa, è solo per una tappa veloce alla casa di Ta Mok, che si trova lungo la strada per andare al tempio di Preah Vihear.

Con questo, non voglio dire che, durante il tuo viaggio in Cambogia, tu non possa fare questo tour ma, lo ripeto, secondo me non ha molto senso per il visitatore medio, che viene per qualche giorno a vedere i templi di Angkor o sta al massimo per due-tre settimane, visitando vari luoghi del Paese, com’è normale che sia, ma non vivendolo sulla propria pelle.

Stai organizzando o sognando il tuo viaggio in Cambogia? Contattami oggi per una consulenza o la stesura di un itinerario pensato apposta per te! mariclapannocchia@aol.com
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