Da quando mi sono trasferita qui in Cambogia a luglio del 2022, mi sono sempre detta che un giorno o l’altro sarei andata a visitare la Theam’s Gallery. Invece, è diventata una di quelle cose che, senza neanche accorgermene, ho continuato a posporre per 4 anni.
Ieri finalmente ci sono andata e, wow!, perché ho aspettato così tanto? La maggior parte dei turisti italiani non ne ha sentito parlare e, dato che la galleria si trova a circa 10 minuti di tuc tuc dal centro della città, dove non c’è niente degno di nota per un visitatore, neanche ci si imbatte per caso.
Per questo, se stai programmando un viaggio qui a Siem Reap, questo articolo è particolarmente prezioso. Qui ti racconto come arrivare alla Theam’s Gallery, quanto costa il biglietto e cosa vedere, il tutto arricchito dalla mia esperienza personale.
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Cos’è la Theam’s Gallery
Theam’s Gallery è la casa, lo studio e la galleria dell’artista cambogiano Lim Muy Theam, di cui ti parlerò meglio nella sezione successiva.
Theam ha trasformato la sua abitazione in uno spazio dedicato all’artigianato, alla produzione artistica e alla conservazione della cultura khmer. Il risultato è che Theam’s Gallery è una sorta di Paese delle Meraviglie in cui camminerai sia negli spazi esterni, bellissimi e ricchi di natura, sia in meravigliose aree interne tematizzate.
I punti cardine del progetto sono la tradizione e l’innovazione. Queste possono sembrare l’una la contrapposizione dell’altra ma alla Theam’s Gallery si prendono per mano per dar vita a un cantiere di idee, arte e creatività dove le opere guardano al futuro, forti del segno lasciati dal passato.
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Chi è Theam
Lim Muy Theam, più semplicemente conosciuto come Theam, è un artista cambogiano nonché la mente dietro alla Theam’s Gallery. Nel 1978, durante gli anni del regime dei Khmer Rouge, Theam aveva 9 anni ed è stato obbligato a frequentare una scuola in cui gli è stata insegnata la nuova ideologia del regime.
Essendo troppo piccolo, Theam non è stato direttamente coinvolto negli orrori di quel periodo. Le sue opere, che spesso hanno tracce di quegli anni, si basano principalmente sulla memoria collettiva e sulle conseguenze che il genocidio ha lasciato nella società cambogiana, visibili ancora oggi.
Nel 1980, Theam e la sua famiglia sono arrivati in Francia come rifugiati ed è lì che lui si è formato come artista. Tornato in Cambogia per contribuire alla ricostruzione del suo Paese, devastato da decenni di guerra, Theam ha studiato la storia dell’arte e la cultura khmer. I suoi approfondimenti sono stati fatti attraverso visite a pagode, templi e abitazioni, andando alla ricerca di opere d’arte e manufatti rimasti nascoste.
Prima di fondare la Theam’s Gallery, l’uomo ha lavorato per Artisans d’Angkor (un’impresa sociale locale dedicata alla formazione e alla produzione di artigianato khmer; è visitabile e si trova in centro città).
Visitare la Theam’s Gallery, quindi, vuol dire fare un salto nel mondo e nella creatività di Theam, in un viaggio che unisce ieri e oggi.
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Cosa vedere alla Theam’s Gallery
Per prima cosa ti consiglio di calcolare almeno un’ora per visitare la galleria, anche se in realtà due ore sono il minimo (almeno secondo me). Appena entrata, sono stata accolta da una ragazza cambogiana che mi ha chiesto se volessi fare il tour con lei (gratuitamente) ma, ovunque sono, tranne in rari casi, preferisco visitare i luoghi per conto mio. In questo modo, posso seguire i miei tempi – considerando che devo anche scattare le foto e raccogliere le informazioni per gli articoli del blog – e fermarmi per assorbire le energie oppure osservare un dettaglio quando ne sento la necessità.
Andiamo a vedere le principali zone da esplorare alla Theam’s Gallery:
- Il Craft Workshop. Qui puoi vedere gli apprendisti al lavoro nonché gli oggetti prodotti. A me è piaciuto molto perché c’è un po’ più di caos rispetto alle altre zone, dove tutto è esposto con grazia ed equilibrio, e nella mia opinione il processo creativo nasce dal caos, dal mix di idee, strumenti, colori, immagini e quant’altro.
- Art Gallery. Lo spazio espositivo ospita opere concepite e realizzate sul posto. Un’intera sezione è dedicata alla pittura di Theam, che personalmente mi ha davvero colpita in positivo. La serie vede delle figure umane in primo piano e, sullo sfondo, diversi scenari. Le opere vogliono spingere gli spettatori a domandarsi in che modo gli esseri umani pensano di conoscere e di ricordare gli eventi, anche quelli che includono un Paese intero. Diverse opere, infatti, hanno riferimenti agli anni dei Khmer Rouge.
- Ancient Pavilions. Un museo dedicato alla cultura khmer, in cui personalmente ho trascorso molto tempo proprio perché c’erano così tanti oggetti da vedere, uno più bello dell’altro, e così tante sfumature da cogliere. Qui potrai vedere strumenti musicali tradizionali, oggetti della vita quotidiana e molto altro.
- Il giardino tropicale. Splendida area con la natura come protagonista, organizzata basandosi sui cinque elementi.
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La mia esperienza alla Theam’s Gallery
Prima ancora di andare, sapevo che sarebbe stata una bella esperienza perché avevo visto le foto online e, pur non essendo un’appassionata di arte, credo che la bellezza della galleria sia indubbia. Quello che non mi aspettavo, però, è di passare un paio d’ore completamente immersa nell’arte in alcune delle sue forme primarie, in un ambiente che valorizza ogni oggetti, ogni colore, ogni angolo.
Niente è lasciato al caso e tutto sembra messo lì con un significato profondo, un messaggio da codificare o semplicemente con la semplice di grazia che proviamo nel sapere che tutto è al posto giusto. Nella galleria non ci sono tanti cartelli in inglese ma per me non è stato un problema (forse anche perché vivo qui dal 2022 e diversi aspetti della cultura cambogiana non mi sono più completamente estranei).
Essendo sabato, c’erano diversi visitatori locali (la galleria è anche un ottimo set per servizi fotografici, come quelli che si sono fatti i ragazzi cambogiani con il telefono 😊) ma l’atmosfera era avvolta dalla calma. Puoi vagare per i vari spazi senza pressione, concedendoti tutto il tempo che vuoi per ammirare un’opera, cercare di decifrarne il significato o magari trovarne uno tutto tuo.
Quello alla Theam’s Gallery è un viaggio nella mente creativa e nel cuore di un uomo che era solo un ragazzino quando è stato costretto a lasciare il suo Paese e che, da allora, si interroga sulla memoria collettiva. Anche se io non so disegnare per niente, sono un’artista e una creativa attraverso la scrittura e capisco benissimo il bisogno di unire l’arte alla propria missione di vita.
E questo, secondo me, rende la Theam’s Gallery ancora più speciale.
Informazioni pratiche per la tua visita
Giorni e orari di apertura: tutti i giorni dalle 8 alle 17
Costo del biglietto d’ingresso: 5 USD (2.50 USD per i cambogiani e per noi espatriati qui). Bambini sotto i 12 anni: ingresso gratuito
Come arrivare: se guidi la moto puoi andare autonomamente oppure puoi prendere un tuc tuc. Se vuoi usare un’app ti consiglio la cambogiana PassApp oppure Grab. Quando sono andata io, all’ingresso della galleria c’erano degli autisti di tuc tuc, quindi, puoi salire su uno di quelli per rientrare in città (controlla il prezzo della corsa sull’app) altrimenti puoi usare l’app anche per prenotare la corsa di ritorno.







Theam’s gallery looks like a must see while in Siem Reap, sharing insights into the culture and history.