Itinerario a Bali di 6 giorni (con base a Ubud)

Sono stata a Bali a luglio 2024 per un motivo molto semplice: in Cambogia è stagione delle piogge e avevo voglia di sole. Stando a come dovrebbero funzionare le cose (ovvero il clima), Bali avrebbe dovuto essere soleggiaa, poichè a luglio è stagione secca.

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Ti anticipo che ha piovuto quasi ininterrottamente per i 6 giorni che sono stata lì. Ammetto che questo ha un po’ inficiato la buona riuscita del viaggio. Il primo giorno, appena arrivata, ho goduto di uno splendido clima poi la sera ha cominciato ad annuvolarsi e di notte ha piovuto. Da lì, ha piovuto per la maggior parte del tempo sino al mio giorno di partenza.

Appena atterrata, avevo perfino pensato di estendere la permanenza e godermi le spiagge, per fortuna non l’ho fatto! Ho prenotato solo 6 giorni perchè, come tutti, avevo sentito dire che Bali è molto turistica e luglio e agosto sono mesi di alta stagione, tuttavia, clima a parte – nonostante la mia breve permanenza – ho trovato i luoghi molto belli e l’atmosfera, tutto sommato, piacevole.

In questo articolo, quindi, ti propongo l’itinerario che ho fatto io, così che tu possa copiarlo o prendere ispirazione se hai intenzione di visitare l’Isola degli Dei per meno di una settimana, magari come sosta fra una destinazione e un’altra.

Cosa fare a Bali
Al Palazzo di Ubud, in uno dei pochi momenti di sole 😊

Cosa fare a Bali

Ho soggiornato a Ubud per tutta la mia permanenza a Bali. Ho fatto questa scelta perchè, rimanendovi solo 6 giorni, non volevo “perdere tempo” a spostarmi da un’area all’altra. Naturalmente, come avrai intuito, questo itinerario è molto parziale perchè, in 6 giorni, non puoi certo vedere tutta l’isola e poi preferisco viaggiare lentamente e godermi di più i luoghi che tocco piuttosto che visitarne tanti ma approfondire poco o nulla.

Detto questo, ho soggiornato al Santun Homestay, gestito da una famiglia locale. Ho pagato solo 8 dollari a notte per una camera privata con bagno privato in un’ottima location, vicinissima a negozi e servizi e a meno di 10 minuti a piedi dal Palazzo di Ubud.

Lo dico perchè a Ubud, ovviamente, ci sono numerosi alloggi per tutti i gusti e tutte le tasche e questo non aveva nessun lusso o la piscina a sfioro sulla natura ma era pulito, centrale e la famiglia che lo gestisce è molto disponibile e accogliente. Se cerchi una soluzione low budget senza rinunciare alla pulizia e a una location ottimale, puoi sicuramente prenderlo in considerazione.

Oltre a visitare i diversi luoghi di Ubud e passeggiare per la città, da lì ho fatto due escursioni, una con autista privato (non guido il motorino) e l’altra era un tour di gruppo a Nusa Penida (ti racconterò meglio più avanti ma ti dico solo che ha diluviato – non piovuto, diluviato! – dalle 5 di mattina fino a notte fonda). Secondo me, se hai intenzione di rimanere a Bali per poco tempo, puoi tranquillamente fare base a Ubud e, da lì, raggiungere altre destinazioni in giornata.

Cerchi attività da fare durante il tuo soggiorno a Ubud? Guarda qui!

Cosa fare a Bali

Cosa ne penso di Ubud?

Prima di partire, avevo letto la mia buona dose di commenti su Ubud e su Bali in generale. La maggior parte della gente trova l’isola troppo turistica, alcuni la chiamano addirittura “un parco giochi per turisti” e, soprattutto a luglio (quando sono andata io) e agosto, direi che sì, lo è.

C’è anche da dire che io abito a Siem Reap, in Cambogia, da luglio 2022 e, nonostante ami questo Paese e la città stia crescendo sempre di più, a volte mi mancano degli aspetti della vita occidentale che posso faticare a trovare qui. Sinceramente, quindi, essere circondata da negozi, ristoranti, gelaterie ecc. come se fossi a Riccione o a Barcellona, non mi ha disturbata più di tanto, anzi, per 6 giorni ci stava anche bene.

Se, però, tu vivi in Italia o comunque in Occidente e vai a Bali alla ricerca di qualcosa di diverso da quello che il mondo occidentale offre, sappi che dovrai scavare e andare alla scoperta dei posti meno gettonati dal turismo. Nella mia opinione, anche i luoghi famosi sono spesso bellissimi però, se vuoi veramente approfondire ed entrare in contatto con la Bali più autentica, ti conviene cercare quelle attività e quei posti che raramente vengono visitati dai turisti.

Il mio itinerario di 6 giorni con base a Ubud

Giorno 1 – arrivo in tarda serata

Giorno 2 –  Palazzo di Ubud, in centro/giro in città/visite ai mercati/spettacolo serale di danze tradizionali al Palazzo di Ubud

Giorno 3 – tour con autista privato (prenotato in un’agenzia in centro; praticamente tutte vendono gli stessi tours): Tegalalang Rice Terraces, Tirta Empul, piantagione di caffè, Goa Gajah Temple/Elephant Cave

Giorno 4 – tour di gruppo a Nusa Penida (prenotato con la stessa agenzia di cui sopra)

Giorno 5 – Ubud Rice Fields Walk/altro giro in città

Giorno 6 – Partenza

Nota: ho scelto di non visitare la famosa Monkey Forest, un po’ perchè di scimmie ne ho viste già a sufficienza (a volte, qui a Siem Reap passeggiano con te lungo il fiume, in pieno centro) e un po’ perché avevo letto delle recensioni in cui molti turisti avvicinano le scimmie dando loro cibo per farsi le foto e questo atteggiamento non mi piace. Un po’ mi dispiace perchè ci sarei andata non tanto per le scimmie ma più che altro per visitare il luogo, però, ho preferito fare così.

Ecco qualche idea su cosa fare a Bali!

Cosa fare a Bali

Il mio itinerario in dettaglio – giorno per giorno

Giorno 1 – Arrivo in tarda serata

C’è poco da dire al riguardo se non di portare pazienza perchè il traffico di Bali, di cui si legge tanto online, è reale. Io mi ero accordata con il ragazzo della guesthouse, che è venuto a prendermi all’aeroporto e, da lì, abbiamo impiegato circa tre ore ad arrivare alla guesthouse, nel centro di Ubud. Lui mi ha detto che c’era tutto quel traffico perchè era sabato sera.

Giorno 2 – Qui c’è stato il sole fino a sera. Ho girato per la città, ho visitato il Palazzo di Ubud, che si trova proprio in centro e a circa 10 minuti a piedi dalla guesthouse in cui alloggiavo e, nel pomeriggio, ho visitato i mercati e ho fatto anche il tour delle agenzie per prenotare delle escursioni per i giorni successivi. Io non guido la moto ma, se lo fai, puoi esplorare i dintorni autonomamente (ricordati che serve la patente internazionale).

Il Palazzo di Ubud è molto bello e, quando ci sono andata, ho assistito alle prove dello spettacolo di danze tradizionali che si sarebbe svolto la sera. Ce ne sono diversi di questi spettacoli serali, sia al Palazzo di Ubud sia altrove, e, naturalmente, sono molto turistici. Io ci sono andata perché mi piacciono le arti performative e cerco sempre di assistere ad almeno uno spettacolo nei Paesi che visito. Diciamo che lo consiglio tenendo a mente che è turistico però si tratta comunque di balli tradizionali, con trucco e costumi tipici, in una cornice molto affascinante, come quella del Palazzo di Ubud.

Cosa fare a Bali

Giorno 3 – Tour con autista privato. Durante questo tour, ho visitato i seguenti luoghi: Tegalalang Rice Terraces, Tirta Empul, piantagione di caffè, Goa Gajah Temple/Elephant Cave. Comincio con il dire che ha piovuto per gran parte del tempo e, se da una parte non era proprio il massimo, dall’altra ha reso la natura più rigogliosa. Tutti i luoghi che ho nominato sono turistici, però, a me sono piaciuti. Per come la vedo io, un posto non è da evitare solo perché è molto visitato, anzi, spesso, se ci vanno tante persone, c’è un motivo 😊

Entrambi i templi sono molto belli anche se ho storto un po’ il naso davanti ai numerosi turisti occidentali, vestiti alla pseudo-balinese, che, nel Tirta Empul, fanno il rito di purificazione. Dalle foto sui social e su molti blog di viaggio può sembrare chissà cosa a livello spirituale ma, da quello che ho visto io, sembrava più che altro un “qualcosa da fare per credersi spirituali/postare su Instagram”.

Anche le Tegalalang Rice Terraces sono molto turistiche ma basta evitare la zona con le altalene e il noleggio di vestiti. Sarà perché il tempo era brutto, però, non c’era tantissima gente e a me sono piaciute. La visita a una piantagione di caffè è stata veloce ma istruttiva e il signore che mi ha accompagnata ha spiegato molto bene la lavorazione del caffè.

Giorno 4 – tour condiviso a Nusa Penida. Immagina la scena. La sveglia suona alle 5 del mattino, sai che devi andare fino a Sanur (con il minivan), prendere il traghetto e passare tutto il giorno a Nusa Penida, che dev’essere spettacolare con il sole, ma senti scrosci di pioggia e tuoni. Appunto 😊

Il tour è iniziato al mattino presto e la cosa strana era che la coppia nel minivan con me in realtà aveva prenotato un altro tour, concentrato sullo snorkeling (di solito, sei sul minivan con le persone che hanno prenotato il tuo stesso tour). Arrivati al porto di Sanur, c’è un sacco di gente, aspettiamo per circa 40 minuti, ci danno uno sticker da mettere sulla t-shirt e finalmente saliamo in traghetto. La traversata dura relativamente poco, circa mezz’ora, ma ci sono un po’ di onde e non è proprio piacevole (anche perché già dal mattino non mi sentivo tanto bene, con nausea e mal di testa).

Arrivati a Nusa Penida, dei ragazzi del posto vengono a prenderci (in base agli sticker che abbiamo sulla t-shirt). Nel tour sono solo con una famiglia peruviana che però vive in Italia da anni, con la quale faccio amicizia. Quello è stato l’unico aspetto positivo del tour perchè, onestamente, ha piovuto per il 99% del tempo e non qualche goccia ma proprio diluviava.

Le strade sono strette, spesso non in buone condizioni. Abbiamo visitato i vari punti d’interesse ma spesso più che altro perché erano nella scaletta del tour e quindi l’autista ci ha portati ma, con quel clima, ovviamente non avevamo un interesse particolare nello stare in spiaggia. Tra l’altro, non c’era alcuna guida (di solito, nei tours condivisi c’è) e l’autista a volte neanche ci accompagnava. Questa famiglia aveva con sè una signora anziana e un ragazzo adolescente, a volte rischiavano di perdersi e non mi sembrava carino che l’autista parcheggiasse e spesso poi sparisse.

Al ritorno, ovviamente abbiamo preso di nuovo il traghetto che, dopo una decina di minuti dalla partenza, si è fermato senza nessuna ragione apparente. Poi dopo un po’ è ripartito. Per me questa escursione è stata da bocciare in toto, sarà perché già dal mattino stavo male e prendere due traghetti con le onde, viaggiare per quelle strade ecc. non mi ha aiutata a stare meglio e, ovviamente, per il diluvio che ha reso le visite abbastanza inutili, ma non la consiglierei. Anche con il bel tempo, credo che fare l’escursione di un giorno da Ubud sia comunque molto faticoso e permetta di toccare i vari punti più turistici e basta, senza approfondire. In più, come ho accennato, questa escursione in particolare era organizzata male (io preferisco andare da sola ma, se prenoto un tour, mi aspetto quantomeno un po’ di organizzazione e una guida/un autista un po’ meno annoiato).

Se hai più tempo a disposizione, valuta di soggiornare a Nusa Penida e trascorrevi qualche giorno.

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Cosa fare a Bali

Giorno 5 – Ancora alquanto distrutta dal tour del giorno prima, me la sono presa comoda, passeggiando in città e andando a esplorare l’Ubud Rice Fields Walk. Si tratta di una passeggiata di circa 45 minuti fra le risaie, che inizia dal centro della città. La prima parte è un po’ turistica, con vari negozietti e diverse bancarelle, ma nessuno ti stressa perchè tu compri, poi, man mano che avanzi, trovi bellissimi panorami e, per fortuna, quando ho fatto la passeggiata c’era il sole (nel pomeriggio, ha piovuto di nuovo, giusto per non perdere l’abitudine 😊).

Durante la passeggiata, oltre a godere di viste meravigliose (a volte, non c’era nessun altro, spettacolare!), potrai anche fermarti per un pasto o per qualcosa da bere nei vari localini che troverai lungo il percorso.

Da dove inizia l’Ubud Rice Fields Walk: Jalan Raya, Ubud. Ci sono due entrate:

  • All’inizio del Kajeng Village, fra il Palazzo di Ubud e il Saraswati Water Temple
  • Una stradina con un cartello con scritto “Subuk Juwuk Manis”

Conclusione

La mia esperienza a Bali è stata un mix di soddisfazione e delusione. Come ho ampiamente scritto, credo che il brutto tempo – più che altro, in un periodo che fa parte della stagione secca – abbia inciso non poco.

Sicuramente, 6 giorni sono pochissimi per vedere una città, figurarsi un’isola, ma nessuno mi vieta di tornarci, un giorno, per esplorare tutto quello che non ho visto stavolta!

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