Venire in Cambogia solo per due o tre giorni per vedere Angkor. Sì o no?

Comincio con il dire una cosa per me ovvia ma, dato quello che si legge sui social, da chiarire: per me ognuno è libero di viaggiare come meglio crede. Ho deciso di scrivere questo articolo sperando che possa offrire degli spunti di riflessione a chi sta pensando di venire qui in Cambogia solo per due o tre giorni per visitare Angkor.

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Perché noi espatriati sconsigliamo di venire solo per due o tre giorni

Praticamente tutte le expats come me con cui ho parlato, sono d’accordo nel dire che, venire in Cambogia solo per una manciata di giorni per visitare Angkor, non ha molto senso. Io sono d’accordo. Nonostante questo, non penso che sia necessariamente una cosa da evitare. Per come la vedo io, l’importante è essere realisti e rendersi conto di cosa vuol dire, realmente, venire a Siem Reap solo per due o tre giorni per visitare i templi di Angkor.

A colpo d’occhio, vuol dire:

  • Vedere solo i templi più famosi di Angkor (al punto sotto, vedremo quanto è grande Angkor!)
  • Non vedere quasi niente di Siem Reap (la maggior parte dei turisti con cui ho parlato, che è venuta qui per due o tre giorni per vedere i templi, ha scelto di usare il resto del tempo per visitare posti turistici in città come mercati o di stare in piscina)
  • Non avere tempo per esplorare i dintorni della città
  • Non scoprire anche il resto della Cambogia
  • Non aver modo di grattare la superficie e di farsi un’idea di come sia realmente la vita qui

Se devo essere sincera, quello che mi irrita è che spesso le persone che scelgono di venire qui solo per due o tre giorni per visitare Angkor, poi dicono agli amici o scrivono sui social di essere stati in Cambogia. No, siete stati a vedere una piccola parte di Angkor. Punto.

È come se un turista andasse a vedere solo un angolo del Colosseo e dicesse di aver visto l’Italia. Il paragone fa un po’ ridere ma credo che renda l’idea.

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Quanto è grande Angkor

Molte persone pensano che i templi di Angkor siano gli uni accanto agli altri e spesso, a chi mi chiede informazioni, spiego che, per spostarsi fra i vari templi, bisogna usare un mezzo (di solito tuc tuc o minivan ma c’è anche chi ci va in bici o motorino).

Angor Wat è soltanto il più famoso dei templi di Angkor ma il complesso archeologico è grande quattro volte Città del Vaticano. Anche facendo entrambi i tour più diffusi fra i turisti (piccolo e grande circuito) vedrai comunque solo una piccola parte dei templi dell’area, i più conosciuti.

Ripeto, non c’è niente di male in questo, ma è importante capire che, con così poco tempo a disposizione e un’esperienza che, di solito, comprende spostamento dall’hotel ai templi, rientro in hotel, cena in un ristorantino in centro (zona turistica), ripeti il giorno dopo e partenza, non si può seriamente pensare di aver visto o compreso il Paese.

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Scoprire il Vietnam o la Thailandia e chiudere il viaggio ad Angkor

Nonostante quanto scritto sopra, capisco che alcune persone non abbiano tempo o modo per venire qui e scoprire il Paese in maniera più approfondita. So di molti turisti che visitano la Thailandia o il Vietnam e poi concludono il viaggio con qualche giorno qui. Io non sono d’accordo con questa visione perché rilega la Cambogia a fanalino di coda, come se non avesse anche lei molte cose da offrire, oltre ai famosi templi.

Il mio consiglio è quello di viaggiare in Vietnam o Thailandia e poi tornare, quando avrai tempo e denaro a sufficienza, per scoprire con calma anche la Cambogia. Se sai già che questo non sarà possibile, allora ti consiglio di approfittarne per aggiungere un paio di giorni qui a Siem Reap e scoprire Angkor.

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Consigli per visitare Angkor in un paio di giorni

Dedicare soltanto uno o due giorni alla visita di Angkor non è ottimale, non solo perché praticamente non percepisci niente del Paese, ma anche perché ti sposti da un tempio all’altro (che richiede tempo) e, specialmente se verrai durante i mesi di caldo torrido, sarai stanco a forza di camminare sotto il sole.

Lo so che sui social c’è questo trend in cui tutti si reputano viaggiatori ma questa è un’esperienza estremamente turistica. Non c’è modo di interagire veramente con i locals, di capire come funziona la vita qui, di visitare posti che i turisti non esplorano o anche solo di ritagliarti un’intera giornata da passare in un solo tempio. Mi rendo conto che io sono privilegiata perché, essendo residente qui (ho lo special pass per chi è residente in Cambogia da più di due anni, che mi permette di entrare gratuitamente ad Angkor ogni volta che voglio) e vivendo a circa 10 minuti di tuc tuc dal complesso archeologico, ho un lusso che i turisti non hanno, ed è quello di passare quanto tempo voglio in questi templi. E non mi sto riferendo solo a quelli che fanno parte del piccolo e del grande circuito.

Tornando a te, ecco qualche suggerimento per sfruttare al massimo questa esperienza:

  • Prenota una guida. Se non sai bene l’inglese, scegline una in italiano (scrivimi, se vuoi dei contatti di brave guide, sia in italiano sia in inglese). Se questo sarà un viaggio da una volta nella vita è importante che tu abbia una guida che ti spiega cosa vedi, altrimenti, rischi di passare da un tempio all’altro senza saperne niente.
  • Scegli quali templi vuoi vedere. Questo è particolarmente importante se hai solo un giorno a disposizione. È vero che il piccolo e grande circuito sono piuttosto standard ma puoi scegliere quali templi tenere nell’itinerario e quali eliminare. Ovviamente, non perdere Angkor Wat e Ta Phrom (ribattezzato il “tempio di Tomb Raider”).
  • Visita almeno un tempio meno turistico. Parliamoci francamente, tutti i templi che vedono i visitatori sono turistici. Per scoprire quelli meno famosi dovresti davvero uscire dalle rotte più gettonate. Tuttavia, ci sono dei templi che sono meno visitati di altri e, se hai almeno due giorni pieni ad Angkor, puoi chiedere alla tua guida di accompagnarti in uno di questi.
  • Prenota l’autista in anticipo o accordati con la struttura in cui alloggerai. Praticamente tutti gli hotel hanno degli autisti di tuc tuc che collaborano con loro. Se l’albergo in cui alloggerai è di alto livello, non dovrai preoccuparti, mentre, in caso di alloggi di bassa categoria, puoi voler cercare autonomamente un autista che ti ispiri fiducia (se vuoi, scrivimi, posso passarti il contatto di un autista di tuc tuc fidato, parlante inglese). Ricorda che gli autisti non sono guide. Se viaggi in gruppo o vuoi più comfort, opta per una macchina o un minivan.
  • Ammira l’alba o il tramonto. Questa esperienza va un po’ a fortuna in base al clima ma, specialmente nella stagione secca (indicativamente da novembre ad aprile), dovresti assistere alla nascita o alla scomparsa del sole senza troppe difficoltà. 

Il mio consiglio più importante rimane quello che ho già scritto varie volte nel corso di questo articolo: sii realista. Venendo qui per due o tre giorni solo per vedere Angkor (anzi, una piccola parte di Angkor) non scoprirai niente della Cambogia. Avrai interazioni minime con i locals e queste saranno con il personale dell’hotel, la guida, l’autista del tuc tuc, il cameriere al ristorante ecc. Non avrai neanche modo di capire le dinamiche o le varie aree di Siem Reap, la città dove vivo nonché quella più vicina ad Angkor, e finirai per fare le attività più turistiche e basta (io rimango sempre stupita da quanti turisti non hanno mai sentito parlare neanche dei posti più noti qui in città, al di là dei templi di Angkor).

A costo di essere cruda, ripeto: per come la vedo io, un viaggio di due o tre giorni per vedere Angkor è sicuramente una bella esperienza che ti rimarrà nel cuore per sempre ma non è un viaggio in Cambogia.

Stai organizzando un viaggio in Cambogia? Scrivimi per dubbi, domande o per un itinerario personalizzato mariclapannocchia@aol.com
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Susanna
Susanna
20 Novembre 2025 07:23

As a slow travel advocate, I love this gentle reminder that visiting Angkor Wat and Cambodia is worthy of so much more than just surface level experiences. I hope I can visit someday following your guidelines to stay longer, hire a local guide, visit a lesser known site, and immerse myself in Cambodian culture beyond Angkor Wat.

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