Contenuti
- 1 Viaggio non turistico in Kenya: dove andare
- 2 Laura Scrivani, un’expat italiana in Kenya
- 3 Attività non turistiche da fare in Kenya
- 4 Assistere alla messa del villaggio
- 5 In giro per Msoloni a conoscere le persone del posto
- 6 Passeggiare fra i baobab
- 7 Alla scoperta della grotta sacra
- 8 Spiagge poco conosciute
- 9 Sardegna 2 – Watamu
- 10 Assistere alla schiusa delle uova di tartaruga
- 11 Esplora le rovine di Gede
- 12 Incontri con gli anziani Mijikenda
- 13 Visita alle signore vedove
- 14 Malindi non turistica
- 15 Cose che devi sapere prima di andare
Viaggio non turistico in Kenya: dove andare
A ottobre 2024 ho trascorso due settimane da sola in Kenya, passando i primi e gli ultimi giorni a Nairobi e dieci giorni da Laura Scrivani, nel villaggio di Msoloni, completamente immersa nella vita locale, ma a poca distanza in moto da Malindi.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!In questo articolo ti do tutte le informazioni e i consigli di cui hai bisogno per riprodurre un viaggio identico o simile al mio.
Laura Scrivani, un’expat italiana in Kenya
Se ho potuto vivere tutte queste esperienze autentiche e stupende nella zona costiera del Kenya, vicino a Malindi, è grazie a Laura, che vive lì da più di 10 anni ed è perfettamente integrata nella vita quotidiana.
Puoi alloggiare da Laura, presso la sua Mimi Na Rangi, una struttura bellissima, ubicata nel villaggio di Msoloni, dove ti basta uscire dal cancello per sentirti parte della realtà del posto. In più, ci sono diversi gatti e un cagnolone, Kuki, che io ho adorato!
Laura può organizzare per te tutte le escursioni che vuoi e puoi contattarla prima del tuo viaggio, così da pianificare il tutto già prima della tua partenza.
Io ho alloggiato da Laura per 10 giorni e mi sono trovata benissimo. È stata un’esperienza autentica e al tempo stesso confortevole, che ti consiglio se stai cercando di esplorare il Kenya in una maniera molto più approfondita rispetto al fare le “escursioni da resort”.
Attività non turistiche da fare in Kenya
Questa guida parla della zona intorno a Malindi. Come ho accennato, la struttura di Laura si trova nel villaggio di Msoloni, ubicato nel bush africano (quindi, all’interno) ma a poca distanza in moto da Malindi, Watamu e altri punti d’interesse. Io mi sono spostata solo a piedi, all’interno del villaggio, o in moto, con i ragazzi del posto come autisti (Laura ne ha diversi che collaborano con lei). È anche possibile affittare una macchina con autista per le escursioni più lontane ma, naturalmente – specialmente se, come me, viaggi in solitaria – questa opzione è più costosa.
Assistere alla messa del villaggio
Ogni domenica, le persone del villaggio di Msoloni celebrano la messa. Ci sono diverse chiese in cui poter assistere e Laura, una sua amica ed io siamo andate in una chiesa battista. Qui le messe durano molte ore, a volte quasi una giornata intera, e le chiese sono spesso all’interno di baracche di lamiera (sì, fa molto caldo!). Per me è stata un’esperienza meravigliosa. Ero appena arrivata e mi sono ritrovata circondata dalle persone del posto in questo turbinio di preghiere, musica, balli e canti.
In giro per Msoloni a conoscere le persone del posto
Laura fa anche parte di un’Associazione che si chiama Il villaggio delle storie ODV, con la quale segue e supporta, oltre agli anziani Mijikenda (di cui ti parlerò dopo ma che, credimi, saranno una parte cruciale della tua esperienza in Kenya), anche di altre persone bisognose.
Andando in giro per il villaggio di Msoloni potrai mescolarti alla gente del posto, sempre con rispetto, e scoprire di più sulle loro vite. Potrai anche conoscere alcune delle persone che l’Associazione segue e supporta.
Passeggiare fra i baobab
A poca distanza in moto (circa 10 minuti) dal villaggio si trova quella che è conosciuta come “la foresta dei baobab.” Se ci vai al tramonto, il paesaggio è ancora più bello. Inoltre, mentre Laura ed io passeggiavamo nel villaggio di Msoloni, ci siamo imbattute nel più grande baobab che c’è lì (quello nella foto in cui lo abbraccio). Le persone del posto credono che ogni baobab contenga lo spirito di un defunto e, pertanto, “sia una persona.”
Alla scoperta della grotta sacra
Questa è una grotta sacra per la popolazione locale e si capisce da quei pezzi di stoffa posizionati all’ingresso (quando li vedi, vuol dire che stai per entrare in un luogo sacro).
Grazie a Laura, è possibile scoprire la grotta tramite le spiegazioni del figlio del proprietario (che parla italiano). Scenderai giù per la scala insieme a lui e potrai ammirare la grotta, che è ancora usata da un Muganga, ovvero uno “stregone buono”, e dove si dice che viva uno spirito. Per questo, prima di entrare, è opportuno chiedergli il permesso.
Spiagge poco conosciute
A poca distanza in moto dal villaggio di Msoloni e, quindi, dalla Mimi Na Rangi, ci sono delle spiagge molto belle e non molto frequentate dai turisti occidentali. Io sono andata a quella del villaggio di pescatori di Mayungu e alla spiaggia dorata.
Nel punto della spiaggia del villaggio di Mayungu dove sono andata io c’è uno stabilimento balneare con ristorante (ero l’unica cliente) molto carino. Ci sono anche diversi beach boys ma non sono assillanti come nelle spiagge più famose (ti parlerò meglio di questo nel punto successivo).
Durante la bassa marea, puoi arrivare a piedi alle piscine naturali e farci il bagno.
La spiaggia dorata è l’unica con la sabbia “dura” in tutta la zona ed è quindi percorribile in moto. È stata un’esperienza bellissima, in cui puoi respirare appieno la sensazione di libertà! Io ho fatto tutto il viaggio in moto, da Msoloni a lì + il giro in moto (che dura circa un’ora) sulla spiaggia, alle saline, sulle dune (la prima foto qui sopra), e non lo consiglio particolarmente a chi soffre di problemi alla schiena o non ama stare troppo a lungo in moto perchè ci vuole un bel po’ di tempo da Msoloni alla spiaggia, al quale devi aggiungere un’ora di tour in moto.
Anche qui c’è uno stabilimento balneare, molto carino, con ristorante. Quando sono andata io c’erano diversi turisti occidentali ma non dello stampo “turista da resort”, come si trovano spesso nelle spiagge più famose. Inoltre, non c’erano beach boys.
Sardegna 2 – Watamu
Questa è stata la mia prima esperienza in spiaggia in Kenya ed io che amo il mare sono venuta via molto prima del previsto. Il paesaggio è molto bello ma:
- Sei letteralmente preso d’assalto dai beach boys, che non ti mollano nemmeno quando cerchi di rilassarti sul lettino (se sei una donna italiana, praticamente non fai vita).
- C’erano solo turisti italiani da resort, che mi hanno ricordato quella mentalità italiana che è stata una delle ragioni principali per cui ho lasciato il Paese.
- Io sono andata in uno stabilimento balneare con ristorante, abbastanza caro, con servizio non particolarmente buono e la musica italiana a palla, stile discoteca di Riccione.
Naturalmente, chi ha business a Watamu e Malindi, ti dice che sei te che non capisci la bellezza, che hai la mentalità stretta da turista ecc. (ho ricevuto commenti del genere su Facebook) ma, in tutta sincerità, queste spiagge sono solo per il turista italiano medio e per chi non ha problemi a essere assillato costantemente da beach boys che ti vogliono spillare soldi e/o sposare.
Assistere alla schiusa delle uova di tartaruga
Per questa esperienza abbiamo avuto molta fortuna. Un’amica di Laura, che era alla Malindi Marine Reserve, parlando con una persona del posto aveva scoperto che quel pomeriggio ci sarebbe stata la schiusa delle uova di tartaruga, ha chiamato Laura e siamo andate.
Io avevo già assistito a un evento simile a Mirissa, in Sri Lanka, però in quel caso – anche se l’evento era gratuito, come qui – c’era così tanta gente, la maggior parte totalmente irrispettosa (che toccava le tartarughine, le prendeva in mano, ecc.), che ha rovinato non poco l’atmosfera, almeno per me.
Qui, invece, eravamo solo noi e una coppia di turisti che passava per caso di lì. Assistere al momento in cui le tartarughine percorrono la tratta lungo la spiaggia per poi immergersi nell’oceano, è un’emozione senza uguali che ti auguro di provare nel tuo viaggio lungo la costa del Kenya.
Esplora le rovine di Gede
Ammetto che, prima di arrivare da Laura, non ne avevo mai sentito parlare ma le rovine di Gede – situate nell’omonimo villaggio, a circa 20 minuti di moto da Msoloni – sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Durante la visita, puoi farti accompagnare da una guida che ti spiega la storia del posto e all’interno c’è anche un rettilario (costo a parte), che ho scelto di visitare perchè sono affascinata dai serpenti. Lì c’è un’altra guida, che mi ha spiegato che si tratta di animali che, quando possibile, vengono rilasciati. Mi ha detto anche che, nel caso dei serpenti, sono avvistati dalle persone del posto nelle case o nelle scuole e poi chiamano quel centro così che vengano a prenderli.
Il costo per l’ingresso alle rovine di Gede è di 500 scellini kenyoti per gli adulti non residenti in Kenya e di 250 scellini kenyioti per i bambini non residenti nel Paese.
Incontri con gli anziani Mijikenda
Li ho lasciati per ultimi ma gli anziani Mijikenda, che Laura segue, insieme a un’associazione, con amore e da tempo, sono stati, per me, il fulcro di questo viaggio. In questo articolo ti racconto di più su di loro ma, in breve, sappi che si tratta di anziani accusati di stregoneria dai loro cari, che spesso hanno cercato di ucciderli.
Alcuni sono arrivati al centro in tempo, grazie, per esempio, alla soffiata di un vicino, mentre altri ci sono arrivati già feriti. Passare del tempo con queste persone per me ha significato tantissimo a livello umano ed è difficile da descrivere a parole. Ho avuto l’onore di andarci, accompagnata da Laura e da un traduttore, ben due volte e di passare, quindi, due pomeriggi con loro. Ti dico solo una cosa: vivere queste esperienze vale il viaggio.
Visita alle signore vedove
Laura e l’Associazione Il villaggio delle storie ODV si occupano anche del progetto di donne vedove e mamme single che, al momento, gira principalmente intorno al pollaio e alla produzione di borse. Ho passato mezz’ora con queste signore, che mi hanno raccontato parte delle loro storie. Anche questa esperienza arricchisce e tocca corde profonde.
Malindi non turistica
Grazie a Laura ho potuto conoscere una Malindi non turistica. Siamo andate nei mercati frequentati solo dai locals, al supermercato, ho dovuto comprare un paio di pantaloni e quindi siamo andate in un negozio local… insomma, avrai la possibilità di vivere la città come una persona del posto!
Queste sono le attività ed escursioni che io ho scelto di fare durante i miei 10 giorni a Msoloni in base ai miei gusti, ai miei interessi, al mio budget e al mio tempo a disposizione. Laura può proporti anche escursioni che io non ho fatto, inclusi i safari.
Cose che devi sapere prima di andare
- Ci sono così tanti italiani in questa parte di Kenya che la maggior parte della gente del posto parla italiano e lo fa pure bene. Anche i bambini piccolissimi, quando ti vedono passare, ti salutano urlando “ciao” e non “hello” come succede qui in Cambogia.
- Se non vuoi essere tartassato dai beach boys – specialmente se sei una donna sola -, evita le spiagge più famose e, anche per quelle meno conosciute, informati prima di andare.
- Per entrare in Kenya hai bisogno del visto. Devi farlo obbligatoriamente online a questo sito. Accertati di non usare siti farlocchi, che a volte sembrano identici a quello ufficiale ma, in realtà, non lo sono. Il costo è di circa 35 USD.
- Controlla di avere il passaporto con validità residua minima di 6 mesi alla data d’ingresso in Kenya.
- Il Kenya è 1 o 2 ore avanti rispetto all’Italia, in base all’ora legale (che il Kenya non usa).
- Non ci sono vaccini obbligatori per entrare in Kenya ma controlla anche cosa richiede il Paese in cui abiti. Per esempio, io vivo in Cambogia e sono rientrata atterrando a Bangkok. La Thailandia richiede l’obbligo del vaccino contro la febbre gialla per chi rientra dai Paesi considerati a rischio (c’è anche il Kenya).
- Vaccini consigliati per andare in Kenya: l’epatite A e B; febbre gialla; tetano; pneumococco e difterite. Consulta il tuo medico di fiducia prima di partire.
- Prendi in considerazione la profilassi anti-malarica perché il rischio di contrarre la malaria, in Kenya, è presente in ogni mese dell’anno. Consulta la tua ASL di riferimento.
- Ci sono zone del Kenya considerate pericolose e altre meno. Personalmente, non mi sono mai sentita in pericolo a Msoloni o durante le escursioni. Con Laura sarai in una botte di ferro e, in più, lei è conosciuta da tutti, nel villaggio e oltre. Infine, comportati come faresti a casa, non avere comportamenti sconsiderati, rispetta la cultura del posto, non perdere di vista documenti, telefono, portafoglio ecc.
Se hai altre domande sul mio viaggio in Kenya, se hai bisogno di consigli ecc. contattami per una consulenza o per un aiuto nel preparare il tuo itinerario di viaggio!
Scopri il Kenya che i turisti non vedono!
[…] po’ per com’era organizzato quel viaggio (il focus era con gli incontri sulle persone e le esperienze di vita autentica nel bush), sapevo che non avrei visitato altri […]